Italy EuroMayday Parade

Il megablog dell'EuroMayday di Milano

Primo Maggio 2010.
Per il decimo anno consecutivo le strade del centro di Milano saranno invase dalla marea ribelle e incazzata dei precari e delle precarie. Dieci anni di MayDay, dai primi carretti alle decine di migliaia di persone e a una lunga scia di carri ad alto volume. Sono i carri delle realtà sociali e lavorative in lotta, dei sindacati di base, ma anche di soundsystem, tribes ed espressioni dirette della creatività che vuole farsi ancora sentire. E’ la faccia del precariato che non vediamo nelle indagini, quella dei musicisti, dei performer e dei semplici appassionati che portano in strada una produzione controculturale sempre più schiacciata tra un pop di massa televisivo e un proibizionismo sempre più invadente. Un proibizionismo che ha superato la semplice repressione bigotta contro le sostanze, per spingersi fino a chiudere direttamente ogni spiraglio di aggregazione e di produzione controculturale. Si chiudono gli spazi ma si aprono le strade, ed è nelle strade che le voci e i suoni degli impianti a palla del precariato ribelle rimbalzeranno, tra i muri di una città che ci vuole respingere ogni giorno.


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Una rete di donne e uomini, gruppi e singol@, nel corso dell’ultimo anno non ha voluto lasciar cadere nel vuoto l’episodio di violenza maschile che ha colpito una di noi alla Mayday 2009. E scommette su una RI/GENERAZIONE di modelli culturali che non producano relazioni violente tra uomini e donne e non ingabbino i nostri desideri e la nostra libertà. Una scommessa per costruire una Mayday dove la violenza non ha cittadinanza e un futuro nel quale non dobbiamo guardarci alle spalle.


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Il primo maggio, per il decimo anno consecutivo, le strade di Milano sono state squarciate dal grido “Mayday! Mayday!”. Un grido lanciato come allarme dieci anni fa da una generazione che vedeva scomparire il suo futuro, un grido che è diventato urlo di battaglia, seguendo la rabbia del precariato che non era più soltanto una generazione, e un grido che torna ad essere ancora di allarme, allargandosi a tutti i soggetti che vivono nei territori di una metropoli sempre più chiusa e opprimente.


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Questa mattina a Pavia è stato sgomberato il Centro Sociale Barattolo con il solito armamentario di polizia in assetto antisommosa. Da 12 anni il Centro Sociale promuove ed è stato al centro di numerose iniziative politiche e culturali in una città che vede la presenza di oltre 20.000 studenti, fonte principale di reddito per gli abitanti, ma che molti vorrebbero fossero invisibili. In un crescendo di delirio sicuritario, le varie giunte della città hanno favorito sgomberi dei campi Rom (con un vero e proprio pogrom nel settembre 2008), introdotto limitazioni all’orario di chiusura dei bar alla sera (un vero e proprio coprifuoco) e ora vogliono far tacere l’unico spazio di aggregazione sociale alternativo rimasto.
Il C.S. Barattolo ha partecipato all’ultima MayDay insieme ai collettivi studenteschi e femministi di Pavia, evidenziando come anche a Pavia è in atto, oltre alla repressione sociale, anche il progetto di gravi speculazioni edilizie nelle aree dimesse (vedi l’area N.E.C.A di fianco alla stazione) con il sostegno diretto della nuova giunta di centro-destra.

Per questo, la battaglia del C.S,. Barattolo è anche la battaglia della MayDay.

Per questo l’assemblea MayDay esprime solidarietà e pieno appoggio al C.S. Barattolo in vista delle prossime iniziative.

MAYDAY MILANO, 4 maggio 2010

Dal 1 settembre sono state aumentate le tariffe della metropolitana fuori dalla cerchia urbana, portando il biglietto da Rho Fiera a Milano da 2.05 euro a 2.10 euro. Un’operazione finalizzata a fare cassa, ma senza generare impopolarità per chi amministra la città di Milano, perchè nella prossima primavera ci saranno le elezioni amministrative. Un’operazione che si accompagna alla decisione di inserire migliaia di nuovi parcheggi a pagamento nelle zone periferiche, attorno alle fermate della metropolitana, per scoraggiare i pendolari ad entrare in auto a Milano. A questi aumenti si aggiungeranno nei prossimi mesi quelli delle ferrovie, l’adeguamento tariffario previsto dalla Regione che entrerà in vigore a dicembre e la stangata per i minori introiti derivanti dai tagli del Governo applicati con la manovra finanziaria, che daranno i loro effetti da gennaio del 2011, con tagli delle corse e forti incrementi del costo dei biglietti.

Insomma c’è bisogno di fare cassa, il Governo non aumenta le tasse, ma diminuisce i trasferimenti di denaro alle istituzioni intermedie, che di conseguenza aumentano le tariffe e a pagare sono i pendolari, cioè i lavoratori, gli studenti, le loro famiglie. Ma non si può ridurre tutto a un esercizio matematico; queste politiche sui trasporti hanno effetti sulle grandi metropoli devastanti, perchè disincentivano il trasporto pubblico, scoraggiano l’uso del treno, della metropolitana, incrementano i problemi di traffico e inquinamento, già insostenibili. Al contrario, avremmo voluto vedere investimenti per avere una rete di trasporto più capillare anche in provincia, mezzi più frequenti, corsie preferenziali, tutto ciò che può rendere la mobilità pubblica più efficiente e più conveniente, per disincentivare l’uso dell’auto.

Per quanto riguarda la città di Rho, è necessario che il Comune incominci ad avere una politica dei trasporti che fino ad ora non è esistita. Gli interventi del Sindaco e del Consiglio Comunale sono avvenuti soltanto su nostra sollecitazione, tirati per i capelli, ma abbandonati non appena la pressione “dalla piazza” si è naturalmente affievolita. E non importa se non è il Comune a definire le tariffe del treno o quelle della metropolitana. Importa che il Sindaco faccia pressioni, punti i piedi, che arrivi, se necessario ad applicare delle contromisure verso chi da Milano invade la nostra città quando ci sono le manifestazioni fieristiche, perchè il traffico e l’inquinamento di Fiera Milano se lo beccano tutto i rhodensi e di balzelli, ecopass, parcheggi a pagamento, al contrario della Moratti, noi non ne applichiamo.

E a questo bisogna aggiungere da subito alcuni provvedimenti interni alla nostra città: incrementare la rete di autobus, le piste ciclabili per raggiungere le stazioni alleggerendo la necessità di parcheggio, garantire ai rhodensi e agli abitanti delle città limitrofe il parcheggio gratuito accanto alla stazione della metropolitana in Fiera. Piccole opere utili ad una città stufa di sentire parlare solo di Rom, di sicurezza, di alberghi, grattacieli, inutili opere faraoniche e mega centri commerciali.

Documento: I lavoratori del Teatro alla Scala di Milano e quelli del teatro Colon

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Come sempre ci attende un anno di viaggi su carri bestiame, un anno di ritardi, soppressioni e inefficienze. Ma col nuovo anno le cose andranno anche peggio!
Tagli al Trasporto pubblico locale lombardo per oltre 300 milioni di euro.
A seguito della manovra Finanziaria del Governo, l’Assessore alla Mobilità della Regione Lombardia ha dichiarato che da gennaio del prossimo anno verranno tagliate corse e linee di autobus e treni e ci saranno forti aumenti delle tariffe su tutti i mezzi pubblici. Nel frattempo ad agosto Regione Lombardia ha deciso un aumento delle tariffe del 2.4 % che entrerà in vigore dal 1 dicembre e nella tratta Rho Milano, corrisponderebbe ad un incremento di 5 cent del biglietto, portandolo a 1,95 euro.
Mentre il trasporto pubblico viene disincentivato dai tagli del Governo Berlusconi e della regione di Formigoni, si inaugura da settembre la prima tratta gestita da una società privata. Arenaways offrirà 10 corse al giorno sulla linea Milano Torino, per un viaggio con tempo di percorrenza uguale a quello di Trenitalia (1 ora e 45 minuti), ma che costerà 17 euro, il doppio di quello di Trenitalia, perchè la seconda classe è stata eliminata e si può viaggiare solo in prima. Ovviamente anche questi treni non fermeranno nella stazione di Rho, per fermare invece nella stazione di Fiera/Expo.
Dopo le 7.000 firme raccolte, lo sciopero del biglietto, le assemblee e gli oltre 100 presidi in stazione per farci restituire le fermate dei treni Milano Torino scippate dalla Fiera, all’ultimo incontro che abbiamo avuto lo scorso inverno con Regione Piemonte, Regione Lombardia e comune di Rho, ci risposero che i treni dovevano fermare in Fiera per dare un servizio ai pendolari piemontesi che permettesse loro di raggiungere Milano più in fretta con la metropolitana. E Piemonte (Pd) e Lombardia (Pdl), si accusavano reciprocamente di usare questa vicenda a scopi elettorali. Oggi sia il Piemonte che la Lombardia sono guidati da Pdl e Lega Nord e i pendolari piemontesi che vogliono andare in Fiera potranno usufruire dei treni privati di Arenaways. Tutte le motivazioni per cui non era stato possibile riconquistare le fermate a Rho, sono cadute. Eppure i treni continuano a fermare in Fiera, nel disinteresse totale del sindaco e delle forze politiche che amministrano la città di Rho, la Regione Lombardia e la Regione Piemonte. Per questo a partire da oggi saremo in stazione a informare su quanto sta accadendo e accadrà!

http://mobilitati.wordpress.com

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Il Sindaco di Rho Zucchetti ha rilasciato al Corriere della Sera una dichiarazione in cui critica il Sindaco di Milano Moratti
per la nuova massiccia introduzione di parcheggi a pagamento nelle zone periferiche di Milano, finalizzata a scoraggiare l’ingresso dei pendolari in città con l’automobile. Condividiamo in pieno quanto affermato da Zucchetti: la tariffa di 2.05 euro per i pendolari rhodensi che prendono la metropolitana dalla fermata di Rho Fiera è un balzello ingiustificato e insopportabile e il modo migliore per incentivare l’uso di mezzi pubblici è abbattere le tariffe e ramificare nella cintura periferica il servizio pubblico.
Ma tra il dire e il fare, si sa, c’è di mezzo il mare! Lo stesso Zucchetti infatti nel proprio comune si comporta esattamente come la Moratti, facendo pagare ai residenti il parcheggio da 600 posti accanto alla fermata della metropolitana di Rho Fiera , inaugurato nell’ottobre 2009, 1 euro per 4 ore, 1.60 euro per 8 ore e 2.10 euro oltre le 8 ore.Proprio per questo motivo, come abbiamo più volte denunciato il parcheggio comunale di Rho Fiera è sempre deserto e le politiche del Comune di Rho non fanno che aggravare i disagi dei pendolari che continuano ad andare in auto fino a Molino Dorino per abbattere i costi di parcheggio e del biglietto ATM.
Ora attenderemmo da Zucchetti una smentita di quanto ha dichiarato, o meglio ancora, come da tempo richiediamo, che il parcheggio accanto alla stazione di Rho Fiera divenga gratuito per i residenti del Comune di Rho e degli altri Comuni che la fermata potrebbe potenzialmente servire.

Il Teatro alla Scala rischia di essere privatizzato.La cultura è un bene collettivo e deve restare tale, libera da logiche economiche perché la sua ricchezza è la …

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MENTRE IL TEATRINO  DEL PDL SI  PRENDE  TUTTA LA SCENA, A GENOVA SI CONSUMA IL DRAMMA CAUSATO DA UNO DEI  GENDARMI DI BONDI .GENOVA – Carlo Felice, conto alla rovescia la …

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E’ on-line il numero 16 di Senza Chiedere il permesso – per la libertà e i diritti dei migranti, foglio periodico del Coordinamento Migranti Bologna e provincia. In questo numnero:

Leggi diverse, stesso lavoro: chi sfrutta il razzismo? – un documento frutto dello sciopero del 1 marzo e del percorso comune intrapreso dal Coordinamento Migranti Bologna e da quello di Castel Maggiore con le Rsu FIOM  Bonfiglioli, Titan e Ducati;

1 marzo 2010: in 10.000 appoggiano lo sciopero del lavoro migrante. Alcuni buoni motivi per farlo ancora;
Verso una grande manifestazione regionale contro il razzismo istituzionale: dall’assemblea dei comitati 1 marzo dell’Emilia Romagna parte l’appello per una mobilitazione in ottobre;
Contro la sanatoria truffa: report dal presidio del 6 luglio davanti alla Regione Emilia Romagna.

scarica il giornale in formato PDF:

Testata_Senza_Chiedere_il_P

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Scuola di Italiano con Migranti XM24 from André Matos on Vimeo.

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