Il megablog dell'EuroMayday di Milano
Per dieci anni la Mayday Parade è stata il primo maggio dei precari e delle precarie: l’espressione della nostra creatività, il luogo dove ci siamo riconosciuti, dove abbiamo coltivato le nostre relazioni e i nostri desideri e dove abbiamo reso visibili la nostra gioia e la nostra rabbia. Decine di migliaia di precari l’hanno animata, colorata, gridata e partecipata. Dopo undici anni sappiamo che la Mayday come spazio di espressione e visibilità, come momento di inclusione e ricomposizione della precarietà, ha vinto: oggi persino il papa e il sindacato confederale parlano di precarietà, mentre nelle piazze la generazione precaria esplode di rabbia. È tempo di esigere che i nostri desideri diventino realtà.
Stiamo cavalcando la tigre della precarietà, perché viviamo ogni giorno nell’incertezza ma anche perché sappiamo qual è la nostra forza. Il governo e l’Europa ci impongono privatizzazioni, licenziamenti, austerità, tagli, sacrifici. Non temporaneamente, per effetto della crisi, ma come politica necessaria e senza alternative per gli anni a venire. Di contro, la condizione precaria è diventata un soggetto politico autonomo, che crea azione politica: pone domande, individua soluzioni e sviluppa conflitto.
Assessore All’Area Metropolitana Comune di Milano Dott.ssa Benelli Gentile Assessore all’Area Metropolitana dott.ssa Daniela Benelli, facciamo seguito all’inconto tenutosi presso Palazzo Marino in data 16.01.2012, nel corso del quale, a fronte delle legittime rivendicazioni sollevate dai rilevatori incaricati dal Comune di Milano per lo svolgimento del censimento della popolazione (in punto di illegittimità dei contratti di collaborazione occasionale – mancato pagamento delle retribuzioni ad oggi maturate), Ella si rendeva disponibile ad aprire un tavolo di confronto onde porre fine a tale incresciosa situazione.
Nonostante la disponibilità mostrata, ad oggi, nessuno dei rappresentanti dei rilevatori è stato convocato per discutere
VERSO LA SOSPESIONE DEI DIRITTI IN VISTA DI EXPO 2015
Rho-Fiera, 27 gennaio 2012. Nella giornata di oggi era stato indetto uno sciopero generale a livello nazionale da parte del sindacalismo di base. Lo sciopero avrebbe riguardato anche il settore del trasporto pubblico locale e, in particolare, per esprimere la propria contrarietà alle misure previste nel decreto Salva-Italia e dal pacchetto liberalizzazioni che, tra le altre cose, comporterebbero danni e svantaggi ai lavoratori dei mezzi di trasporto.
In questi giorni, presso i padiglioni di Fiera Milano a Rho è in corso il Macef, il Salone internazionale della casa, e
In Italia sei lavoratori su 10 non sono tutelati dall’art.18. E anche quando chi è garantito può finire vittima di un licenziamento collettivo. Solo dopo aver introdotto un reddito di base si potrà parlare di riforma del lavoro.
Una risposta ad Alesina e Giavazzi A leggere l’editoriale di Alesina e Giavazzi pubblicato sul Corriere della sera di domenica, uno spettro si aggira per l’Italia. È lo spettro dell’art. 18, causa di ogni male, in particolare della precarietà.
Dopo anni di occultamento della realtà, Alesina e Giavazzi sono costretti ad ammettere che il numero di precari, prima della crisi (chissà dopo) ammonterebbe a 4 milioni (circa il
SOS Fornace esprime solidarietà e vicinanza verso gli attivisti colpiti nella giornata di oggi dalle misure repressive della Magistratura. Come spazio sociale da sempre impegnato nella difesa del territorio e dei beni comuni abbiamo supportato durante il corso degli anni la lunga lotta della “Valle che resiste e non si arrende” e quest’estate siamo stati anche noi in Valsusa a fianco dei valligiani decisi a contrastare l’avanzata del progetto della Tav. Dichiariamo quindi apertamente la nostra complicità rispetto a quella battaglia, sostenuta da una gran massa di popolo dove non ci sono “buoni” e “cattivi”, in tutte le sue fasi.
Non ci stupisce il fatto che i poteri politici, economici e istituzionali che stanno governando la crisi decidano proprio in un momento di forte fermento sociale di far scattare le manette, ma non credano di poter processare un movimento popolare maturo e intelligente.
LIBERI TUTTI, LIBERI SUBITO!
Centro Sociale SOS Fornace (Rho – MI)
no comment
L’ondata di arresti e perquisizioni che ha colpito chi si batte per la difesa della Val di Susa, riguarda tutti non solo gli attivisti del movimento No Tav. Questi odiosi atti volti a reprimere le voci di chi, in questi anni di furia liberista, non ha piegato la testa davanti alle sopraffazioni, sono intimidazioni rivolte a tutti i liberi cittadini. La forza brutale prova a sottomettere un’intera valle, ma non ha mutato i diritti dei suoi abitanti. Un regime dispotico può annebbiare milioni di menti, ma non riuscirà a zittire il dissenso contro le sue barbare imposizioni. San Precario esprime
** L’INIZIATIVA E’ RIMANDATA A SABATO 4 FEBBRAIO, VISTI I FATTI DI QUESTI ULTIMI GIORNI **
RHO – SABATO 28* GENNAIO GIORNATA DELLA MEMORIA
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Meno 8. Sono i giorni che mancano al 1 febbraio 2012, data in cui inizierà una insolita gara on line. In palio 1600 abbonamenti gratuiti per i mezzi pubblici targati ATM. Per partecipare basta essere residenti a Milano, avere meno di 33 anni, essere precari, disoccupati o cassintegrati e connettersi awww.comune.milano.it e www.lavoroeformazioneincomune.it. Chi primo compila i moduli on line meglio alloggia: gli abbonamenti gratis andranno a chi ha la connessione più veloce.
Promesse non sogni A 7 mesi dall’insediamento, la Giunta Arancio prova a riempire di contenuti almeno parte delle promesse condivise lo scorso 2 novembre 2010 alla Casa della
I risultati dell’indagine, che evidentemente non vuole rendere pubblica, sull’area Expo hanno portato al rilevamento di inquinanti in più di un sito; lo scrisse anche il Comune di Milano rispondendo alle osservazioni alla Valutazione di Impatto Strategico, lo ha confermato anche Carlo Monguzzi di recente in un’intervista. Eppure alle osservazioni presentate alla VAS o alle richieste di chiarimenti da parte dei cittadini, nessuna Amministrazione locale risponde con chiarezza e trasparenza. Notiamo che da una parte la CMC, della Lega delle Cooperative, prepara la piastra dei terreni Expo con una gara di appalto al massimo ribasso , dall’altra Cometa, Compagnia delle Opere, fa le indagini sulla contaminazione dei terreni, il tutto sotto la super visione del commissario ad Expo, ossia Formigoni.
Le analisi fatte dall’azienda Cometa interessano una zona pari al 40% dell’intera area, che doveva ancora essere indagata, dato il diniego delle proprietà nonostante i terreni fossero già stati acquistati da Arexpo. Sono stati effettuati 84 scavi a trincea di profondità pari a 3,0 metri, 5 carotaggi spinti alla profondità di 6,0 metri e prelevati 186 campioni di terreno da sottoporre ad analisi chimiche. Nel corso delle attività di campo funzionari degli Enti di Controllo (ARPA e Provincia) hanno presenziato alle operazioni di indagine provvedendo al prelievo di aliquote di terreno per la proprie analisi di verifica presso i laboratori pubblici (ARPA – Milano).
Nelle aree indagate sono state riscontrate delle anomalie visive dovute alla presenza di materiali di riporto, così come dettagliato nell’allegato e nelle stratigrafie. Principalmente si tratta di orizzonti costituiti da terreno sabbioso-limoso frammisto a materiale ghiaioso normalmente utilizzato per sottofondi, occasionalmente con presenza di laterizi e, nel caso dello scavo 223, con presenza di eternit (ex deposito impresa Pessina). Quasi sempre l’orizzonte di riporto è contenuto nel primo metro e, comunque, ne è stato definito lo spessore. In un solo caso, nello scavo 165, tali riporti sono costituiti da ghiaie e sabbie con laterizi, legnamee tubazioni, sino a 3,0 metri (fondo cavo). Le contaminazioni di tipo chimico sono presenti nella SUB area 2 — parcheggi Milano (P7-P8-P9)– idrocarburi pesanti, in area Cascina Triulza (zinco e idrocarburi pesanti).
I risultati dell’indagine, che evidentemente non vuole rendere pubblica, sull’area Expo hanno portato al rilevamento di inquinanti in più di un sito; lo scrisse anche il Comune di Milano rispondendo alle osservazioni alla Valutazione di Impatto Strategico, lo ha confermato anche Carlo Monguzzi di recente in un’intervista. Eppure alle osservazioni presentate alla VAS o alle richieste di chiarimenti da parte dei cittadini, nessuna Amministrazione locale risponde con chiarezza e trasparenza. Notiamo che da una parte la CMC, della Lega delle Cooperative, prepara la piastra dei terreni Expo con una gara di appalto al massimo ribasso , dall’altra Cometa, Compagnia delle Opere, fa le indagini sulla contaminazione dei terreni, il tutto sotto la super visione del commissario ad Expo, ossia Formigoni.
Le analisi fatte dall’azienda Cometa interessano una zona pari al 40% dell’intera area, che doveva ancora essere indagata, dato il diniego delle proprietà nonostante i terreni fossero già stati acquistati da Arexpo. Sono stati effettuati 84 scavi a trincea di profondità pari a 3,0 metri, 5 carotaggi spinti alla profondità di 6,0 metri e prelevati 186 campioni di terreno da sottoporre ad analisi chimiche. Nel corso delle attività di campo funzionari degli Enti di Controllo (ARPA e Provincia) hanno presenziato alle operazioni di indagine provvedendo al prelievo di aliquote di terreno per la proprie analisi di verifica presso i laboratori pubblici (ARPA – Milano).
Nelle aree indagate sono state riscontrate delle anomalie visive dovute alla presenza di materiali di riporto, così come dettagliato nell’allegato e nelle stratigrafie. Principalmente si tratta di orizzonti costituiti da terreno sabbioso-limoso frammisto a materiale ghiaioso normalmente utilizzato per sottofondi, occasionalmente con presenza di laterizi e, nel caso dello scavo 223, con presenza di eternit (ex deposito impresa Pessina). Quasi sempre l’orizzonte di riporto è contenuto nel primo metro e, comunque, ne è stato definito lo spessore. In un solo caso, nello scavo 165, tali riporti sono costituiti da ghiaie e sabbie con laterizi, legnamee tubazioni, sino a 3,0 metri (fondo cavo). Le contaminazioni di tipo chimico sono presenti nella SUB area 2 — parcheggi Milano (P7-P8-P9)– idrocarburi pesanti, in area Cascina Triulza (zinco e idrocarburi pesanti).
Apprezziamo gli sforzi fatti da Amministrazione, Sindacati e Giunta, ma l’accordo separato sulla precarietà, firmato solo da Uil e Cgil non ci garantisce un lavoro. Siamo 750 tempi determinati in graduatoria, in molti siam disoccupati e il sussidio di disoccupazione è finito! Siamo privi di qualsiasi altro sostegno al reddito.
Nel testo mancano date e numeri certi, la selezioni per titoli non è sicura, mentre potrebbe servire sia a stabilizzare che a dare lavoro x periodi determinati.
La proroga delle graduatorie scadute lo scorso 31.12.2011 non basta a garantirci un lavoro. Il testo non contiene nessuna opposizione alle 55