Italy EuroMayday Parade

Il megablog della mayday 2009

Archive for January, 2007

Wind sul proprio sito da' ampio risalto ai propri risultati del 2006…

Noi stiamo con http://noesternalizzazionewind.blogspot.com

Ecco i dati forniti da Wind:

Utile di gruppo a 56 milioni di euro contro una perdita di 133 milioni di euro nello stesso periodo dell’anno precedente

Restituzione anticipata del debito per ulteriori 462 milioni di euro

Risultati al 30 settembre 2006

  • Ricavi
    totali nei primi nove mesi del 2006 pari a 3.697 milioni di euro, in
    crescita del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2005
  • Ricavi da servizi di telecomunicazioni in crescita del 6,2% a 3.572 milioni di euro
  • EBITDA
    nei nove mesi al 30 settembre 2006 pari a 1.269 milioni di euro, in
    crescita del 16,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso
  • Risultato
    operativo (EBIT) in forte progresso a 495 milioni di euro, +78%
    rispetto ai 277 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno
    precedente
  • Risultato ante imposte pari a 159 milioni di euro contro una perdita di 100 milioni dell’anno precedente
  • Risultato
    netto nei primi nove mesi del 2006 positivo per 56 milioni di euro
    contro una perdita di 133 milioni di euro registrata nei primi nove
    mesi del 2005
  • Nell’ultimo anno rimborsato anticipatamente circa 1 miliardo di euro di debito
  • 14,5 milioni di clienti nella telefonia mobile, +9% rispetto al 30 settembre 2005
  • ARPU della telefonia mobile in aumento per il secondo trimestre consecutivo a €19,7
  • Aumento clienti broadband a 711 mila, in crescita del 28% rispetto al 30 settembre 2005
  • Clienti sulla rete fissa in accesso diretto 773 mila, in crescita del 47% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente
  • Terzo trimestre 2006, il migliore nella storia del gruppo


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ntervista a L

Come
sta andando la campagna di informazione sui TFR?

Molto
bene abbiamo attivato tutte le nostre strutture territoriali, per
questo grande passo. I delegati sindacali stanno spiegando a tutti i
lavoratori coinvolti, nel corso di assemblee, i vantaggi della
destinazione dei loro TFR ai fondi pensione.

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Come
vengono investiti i soldi dei fondi pensione che gestisce?

La
scelta è molto ampia e non comprende solo investimenti in
Italia
, anche se su queste notizie vorrei che rimanesse il più
grande riserbo. Di certo stiamo valutando proposte nei paesi
emergenti come l’India, la Cina, e l’est europeo. Il nostro,
insieme ad altri gruppi bancari italiani, vede con grande interesse
l’approvvigionamento di fonti energetiche nelle direttrici del
Caucaso e le nuove condotte con la Russia.

 

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Qual'è il futuro dei fondi pensione?

E chi lo sa.

Credi che noi sappiamo di preciso come vengono investiti quei soldi? Per noi significa, intanto, avere più liquidità. Più conti o posizioni aperte da gestire, e già questo produce un bel po’ di soldi per la banca. In pratica è come se si aprissero contemporaneamente migliaia di conti correnti.

In più tieni conto dei vincoli. E’ come per un mutuo, se tu lo vuoi chiudere sai quanto ti costa? E poi ci sono le fluttuazioni del mercato, che possono essere positive ma anche negative.

Di sicuro le banche premeranno sul governo per ottenere la liberalizzazione di quanti più settori possibile. Un po’ come è successo per altri settori. Gli effetti delle liberalizzazioni sono stati certo più concorrenza, ma l’utente finale non ha visto di certo scendere i costi dei servizi. Basta guardare cos’è successo per le assicurazioni o per la telefonia. In realtà, avere a disposizione questi soldi ora, per le banche significa avere più possibilità di intervento, più potere economico. E poi non dimentichiamo il costo del denaro e le sue variazioni ormai totalmente indipendenti dall’inflazione programmata, una cifra ridicola che non tiene conto del costo effettivo dei servizi più diffusi.

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L'Intelligence Precaria

Da Il libro dei peccati delle aziende, capitolo I, “Essi, sanno”

Pare che il manager sia corso a vomitare nel bagno, uscendo senza dire niente, ma visibilmente scosso, nel bel mezzo di una riunione strategica del gruppo.

Tutti a guardarlo correre, scappare via e poi tornare bianco come un cencio, rivoltato non solo nello stomaco. L'amministratore delegato, pallido ma italico nell'orgoglio del suo capitale investito e dei suoi simboli imposti, lo ha avvicinato e con fare paterno gli ha chiesto, «qual e' il problema?». D'altronde, pensa, non ne abbiamo mai avuti.


Il manager lo guarda: deve tutto a lui, anzi a lei, a lui, a esso: il brand della loro societa'. Il manager si guarda intorno un po' spaventato, come a cercare qualcuno che potrebbe registrare le sue parole, e tira fuori dalla sua agenda un foglio di carta. Il loro logo, prossimo all'evoluzione, che appare diverso, modificato, contrario nel suo obiettivo originario, su un ritaglio di giornale.


«Essi sanno», ansima il manager.


L'amministratore delegato si siede, pausa teatrale.


«Da oggi abbiamo un problema», sussurra. Il manager annuisce e incredulo scribacchia, «Toglietemi tutto, ma non il mio brand.»

 

Precarizza il precarizzatore!

L'intelligence precaria e' bastarda, è subdola complicita', è cospirazione e azione.
E' la macchinetta del caffe', il pranzo in una mensa triste o un bar affollato, la chiacchiera pre presentazione con le inutili slides già pronte, asap per il brief, il kick off, il follow up, la riunioncina, il brain storming, poco fuori dall'ufficio a fumare la prima sigaretta della giornata, e' lo sguardo complice di chi ti ha detto "ci sto, smerdiamoli", sono documenti riservati, rivisti, corretti e modificati, sono voci, articoli di giornale, servizi televisivi, copertine patinate delle riviste che
leggono solo loro e tra loro, sguardi fugaci, sorrisi col senno di poi, rapidi, incontrollati, incontrollabili. E' raccolta informazioni, e' un'intesa che si fa cospirazione precaria.
L'immagine per l'azienda e' tutto. Per te? E' il simbolo della tua precarieta'.
Conta piu' una voce, un rumor, lo chiamano, delle tue ore passate a fare l'icona più viola, l'articolo più corretto, il sorriso al telefono più sorriso, il paper per il prof più prof, la faccia felice, lo scatto migliore, il vestito più lungo, la consegna più veloce, il caffè, cazzo, ti hanno detto che lo vogliono più caffè! Tu non sei loro. Tu sei un precario dedito all'intelligence, alla cospirazione, al
conflitto astuto e tenace, all’azione creativa contro chi ti precarizza, al buon senso di chi è come te, precario o precaria, tu ti distingui, non sei loro, non sei esso, non sei il loro brand.
L'intelligence precaria e' il veicolo di diffusione delle loro informazioni, delle loro strategie, delle loro piccole e grandi ripicche. L'Intelligence
precaria significa che da oggi hanno un problema. Lasciategli tutto, ma
non il senso del tuo tempo, che vorrebbero uguale al significato del
loro brand.

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Scarica City of Gods: freepress


City of gods, una voce della
cospirazione precaria


No,
non è subvertising (se non siete giornalisti potete passare
alla riga sotto). O almeno, non solo.


Cosa avete in
mano, o sul vostro schermo

City of gods – il primo free & free
press (ovvero libero e gratuito) – è stato distribuito in
50.000 copie nelle città di Milano. E' la parola delle
precarie e dei precari dell'informazione che si rivolge alle precarie
e ai precari in generale.
I media non sono più un prodotto
che vende informazioni al pubblico (troverete stime e dati
all'interno di City of gods) ): sono lo spazio dell'inserzionista
attraverso il quale l'editore vende i propri lettori, voi. E' un
servizio che tra l'altro pagate pure 90 centesimi, 1 euro, 1 euro e
10. Più soldi hanno i lettori, più gli editori si
arricchiscono dalla vendita degli spazi pubblicitari.
All'interno
di questo meccanismo ci sono i giornalisti, precari, free lance,
senza contratto, a cottimo, a pezzo, a parola, a riga, a comete
millenarie e casi del destino. Precari e precarie sottoposti al
ricatto dei precarizzatori, della manchette, della pagina di
pubblicità all'ultimo momento, del “non
spingere troppo
su questi che sono i nostri inserzionisti”, della creazione di quel
complesso meccanismo di informazione, disinformazione che vi fa
credere che se la vostra vita
è una merda, non potete
farci un granché.
Per questo City of God è free &
free: gratis, ma soprattutto libero, nelle parole, nell'irriverenza,
nelle critiche, nello stile precario.
Per questo, in occasione
dello sciopero dei giornalisti, che incredibilmente, ma non certo

casualmente, visto il contesto, da due anni aspettano che gli
editori si siedano al tavolo delle trattative per il rinnovo del
contratto di lavoro precari e precari dell'informazione e non, hanno
deciso di uscire con City of Gods: la stagione della cospirazione
precaria è iniziata.

E ancora una volta i precari hanno
preso la parola, attivandosi cospirando e creando relazioni e
complicità che permettono di stampare, distribuire 50 mila
copie di City of Gods (e scriverne il contenuto che per una volta,
non ti precarizza, ma ti informa).


Al principio

"Al
principio" fu la parola, poi venne il racconto ed infine
l’informazione. A questo punto la storia presenta una sorpresa, o
quasi: il diritto all’informazione si trasforma immediatamente
nella disinformazione compensatrice delle vostre sfighe quotidiane,
affinché esse siano “inevitabili”, “oggettive”,
“certe”, “inattaccabili”.
Insieme, informazione +
disinformazione, diventano propaganda, che trova nei media di massa
il naturale alleato e nel brand la sua punta di diamante. Nella
costruzione del brand, intimamente connesso alle informazioni che
leggete ogni giorno sui giornali o sentite in radio e televisione,
è
celato un meccanismo più complesso di quello che potrebbe
sembrare.
Nel brand si determina la strutturazione di un potente
retro_informatore che agisce anticipando l’informazione, creando
quel bacino comporta/mentale all’interno del quale l’informazione
stessa, e il suo contrario, si collocano. E’ un processo
comunicazionale superiore alla propaganda. La rende,
alternativamente, compatibile o inutile. In ciò tutta la
difficoltà del presente. Ma anche il terreno
su cui agire.


L'intelligence precaria

Se vi siete
persi il numero odierno di City of Gods lo troverete sul sito
dell’intelligence precaria, che si attiva proprio da oggi in intima
e sinergica collaborazione con i giornalisti e le giornaliste precari
e precarie. L’intelligence è patrimonio comune dei precari e
non solo del giornalismo. In esso confluiranno le mille sfaccettature
dell’oppressione dei precarizzatori e dei contropiedi precari.
Ma
che cosa rappresenta questo sito?
Immaginate un sito che non è
un semplicemente tale, ma piuttosto un luogo che fa circolare
informazione, non per informare, bensì per formare quel bacino
di notizie da cui si estrarrà il bazar della creazione di
conflitto. E che contiene anche i prodotti di queste creazioni e gli
strumenti che le hanno consentite. Un sito crudele e spietato,
scorretto verso le imprese, le istituzioni sociali, le merci ad alto
contenuto ideologico e tutti i loro gli adepti: fazioso ma mai
frazioso. Un sito che ha la classe del purosangue, la ricchezza del
meticcio; che non esercita fashionismo e brigantaggio culturale, che
vive da sé, con quello che fa e per quello che dà. Pone
questioni di stile, perché lo stile è importante, e
chiede, just in time, relazioni e complicità.


City of
gods, una voce della cospirazione precaria

 

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