Italy EuroMayday Parade

Il megablog dell'EuroMayday di Milano

Archive for March, 2007

Tutti parlano di precarietà: media, governo, sindacato e partiti.

Ma oltre le parole, le buone intenzioni, gli atteggiamenti paternali e
compassionevoli,
quali sono i provvedimenti che sono stati presi concretamente fino ad oggi ?

Questa domanda, a dieci mesi dall'insediamento del governo Prodi non
può essere considerata una domanda prematura.

Molti affermarono infatti che la questione precarietà peserà, nel bene o
nel male, in modo preponderante sull'eventuale successo della politica
dei centro sinistri.

Ciò è vero. Ed è per questo che i primi provvedimenti presi nella
finanziaria 2006 devono essere osservati attentamente. Una tematica così
importante e discriminante non può essere trattata una tantum in tavoli,
tavolini, sgabelli, cassapanche più o meno sbandierate sui media: deve
diventare il binario su cui muoversi con continuità e con gradi di
incisività sempre maggiori. Una politica estemporanea nella lotta alla
precarietà non fa altro che riprodurre i meccanismi di ammortizzazione
ma non intacca la sorgente da cui ne esce copiosamente la
precarizzazione, il ricatto continuo, l'impossibilità di "ogni scelta"
attraverso i quali si alimenta lo strapotere delle aziende.

Dal nostro inviato in quello che tutt'oggi risulta essere ancora il
centro nevralgico del workfare italico: l'INPS

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E siamo alle solite: discriminazione tutta al femminile. Ma questa volta siamo stati ancora più veloci nel reagire e il finale è lieto.

 

Stiamo parlando ancora del caso Sea e in particolare di Jessica M.. E’ una delle lavoratrici che ha fatto causa alla SEA dopo 10 contratti a termine, l’ha vinta il 13 marzo 2006 e, come punizione si sono viste trasferire da Malpensa a Linate, da un giorno all'altro.

In quel periodo Jessica partorisce e gode dei permessi per maternità e una volta rientrata a Malpensa ne prende altri per l'allattamento. La SEA non tarda a farsi sentire: allo scadere di un anno dal parto fa recapitare a Jessica una letterina con cui le comunica che anche a lei è stata trasferita da Malpensa a Linate.

Come è ingiustificato il trasferimento delle altre 7 lavoratrici, colleghe di lavoro di Jessica, che assomiglia più ad una forma di rappresaglia, così è ingiustificato il trasferimento di Jessica per diversi motivi: prima di tutto il reparto Accettazione – U.O. Passeggeri – nel quale lavora a Malpensa ha in organico oltre 250 addetti e a Linate gli addetti sono circa 150. Non è quindi ipotizzabile l'indispensabilità della prestazione di Jessica a Linate; in secondo luogo secondo l'azienda non sembra che favorisca lo sviluppo dell'occupazione femminile perché rende
impossibile la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro allontanandola dal luogo di residenza.

E' il caso di ricordare che in Lombardia circa 7.500 madri lasciano il posto di lavoro entro il compimento l'anno del bambino (fonte: Le consigliere di parità)

Jessica nuovamente si rivolge al Punto San Precario e lalla CUB per aprire un nuovo capitolo: si fa causa per discriminazione. Il 19 marzo un giudice avrebbe dovuto pronunciarsi sul reintegro a Malpensa e far pagare alla Sea quest'atto di discriminazione femminile.
Abbiamo appena saputo che non sarà necessario: la SEA ha comunicato (verbalmente) a Jessica che  ha vinto: rientrerà a lavorare a Malpensa.

Ci rende felici questa vittoria, di ottimo auspicio anche per le altre lavoratrici che attendono analogo atto di giustizia. Domani connettetevi al sito IP: news, interviste, comunicati e sberleffi alla SEA: Non c’e’ strapotere aziendale che regga di fronte alla cospirazione precaria!!!

Alla prossima battaglia

le SEA Girlz e il Punto San Precario

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