Ma oltre le parole, le buone intenzioni, gli atteggiamenti paternali e
compassionevoli,
quali sono i provvedimenti che sono stati presi concretamente fino ad oggi ?
Questa domanda, a dieci mesi dall'insediamento del governo Prodi non
può essere considerata una domanda prematura.
Molti affermarono infatti che la questione precarietà peserà , nel bene o
nel male, in modo preponderante sull'eventuale successo della politica
dei centro sinistri.
Ciò è vero. Ed è per questo che i primi provvedimenti presi nella
finanziaria 2006 devono essere osservati attentamente. Una tematica così
importante e discriminante non può essere trattata una tantum in tavoli,
tavolini, sgabelli, cassapanche più o meno sbandierate sui media: deve
diventare il binario su cui muoversi con continuità e con gradi di
incisività sempre maggiori. Una politica estemporanea nella lotta alla
precarietà non fa altro che riprodurre i meccanismi di ammortizzazione
ma non intacca la sorgente da cui ne esce copiosamente la
precarizzazione, il ricatto continuo, l'impossibilità di "ogni scelta"
attraverso i quali si alimenta lo strapotere delle aziende.
Dal nostro inviato in quello che tutt'oggi risulta essere ancora il
centro nevralgico del workfare italico: l'INPS

