Italy EuroMayday Parade

Il megablog dell'EuroMayday di Milano

Archive for August, 2008

Rinnovo Contratto Collettivo Nazionale Coop Sociali
 

RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE DELLE COOPERATIVE SOCIALI

LA RICCHEZZA DEL TERZO SETTORE E’ LA MISERIA DEI LAVORATORI

130 euro lordi al 2010 per un contratto già scaduto da 31 mesi

Insultati i lavoratori riqualificati OSS

Nazionale –
giovedì, 31 luglio 2008

Firmato
l’accordo per il rinnovo del contratto dei lavoratori e delle
lavoratrici delle cooperative sociali, un contratto che interessa circa
200 mila operatori, in maggioranza impiegati presso servizi
socio-sanitari in appalto o convenzione con enti locali e aziende
sanitarie. Un contratto scaduto da 31 mesi (trentuno mesi, un record
negativo difficile da battere). Ecco cosa prevede in sintesi l’accordo
firmato da Legacoopsociali, Confcooperative, Agci e da  Cgil-Cisl-Uil:

 

SALARIO: aumento mensile a regime di 130 euro lordi (riferiti all′attuale quarto livello per 38 ore), in tre rate:

 

 

1 gennaio 2008

1 gennaio 2009

1 dicembre 2009

60.00

40.00

30.00

 

Attenzione:
togliendo l’indennità di vacanza contrattuale IVC (che sparisce con il
rinnovo del CCNL) l’aumento di 60.00 euro diventa effettivamente di
48.55 euro lorde (60.00 – 11.45) sempre riferiti al 4 livello e per un
contratto a tempo pieno di 38 ore: per i part-time e per gli altri
livelli si devono fare le proporzioni di questa miseria.

 

Sparisce di nuovo il biennio economico

e si rispalmano gli aumenti praticamente fino al 2010

 

Per
evitare illusioni ottiche sulle 130 euro di aumento, sbandierati da
CGIL-CISL-UIL come una “giusta risposta al problema salariale dei
lavoratori del settore”, facciamo un esempio pratico calcolato questa
volta sul 6° livello, che era stato preso come riferimento nella
piattaforma unitaria di CGIL-CISL-UIL:

 

Nella
piattaforma sindacale si richiedevano 170 euro a coprire solo fino al
2007, mentre si è firmato per un aumento che parte da gennaio 2008 di
67.74 euro (differenza 102.26 euro in meno) e arriva a dicembre 2009
con un aumento di 145.41 (differenza di 24.56 euro in meno)

 

In
quattro anni non si ottiene quello che era stato richiesto solo per
coprire i primi due anni (2006-2007), e i sindacati CGIL-CISL-UIL non
avevano “chiesto il doppio per ottenere la metà” ma avevano chiesto
l’adeguamento salariale secondo i criteri previsti dagli accordi
interconfederali sui rinnovi dei CCNL, e lo ribadiamo che per noi già
la richiesta di 170 euro era già al di sotto dell’inflazione reale.

 

 

Oggi
l’inflazione rilevata dall’ISTAT è al 3.8% (e già questa è una
percentuale, anche se ufficiale, molto lontana dalla reale inflazione
del potere di acquisto dei salari) mentre il contratto nazionale è
stato firmato dichiarando una inflazione di riferimento del 2.8% per il
2008 e del 3.3% per il 2009.

 

Quindi
questi aumenti con una inflazione al 3.8% annuo significano una perdita
salariale ulteriore e netta passata e futura piuttosto che un reale
aumento delle attuali retribuzioni.

 

ARRETRATI:
nonostante i 31 mesi (più di due anni e mezzo) di ritardo sono previsti
solo 200 euro lordi nella busta paga relativa al mese di agosto a
copertura del periodo 2006/2007, ma al lordo dell’IVC (quindi diventano
circa 100 euro lordi) e proporzionato pure all’effettiva presenza; per
gli arretrati del periodo gennaio 2008 – luglio 2008 ci saranno due
rate con le retribuzioni del mese di settembre e del mese di ottobre
2008.

 

 

 

MENTRE PER I DIRIGENTI COOP LE COSE NON STANNO COSI’

Il
giorno prima, cooperative e sindacati CGIL-CISL-UIL hanno firmato il
rinnovo del contratto nazionale dei dirigenti delle cooperative:
l’aumento è di 650 euro e per gli arretrati hanno concordato una una
tantum di 1300 euro, un esempio davvero illuminante dello spirito
cooperativistico, ma si sa che i manager hanno molti pensieri mentre i
semplici lavoratori (oltre che a tirare avanti la carretta dei servizi)
si devono solo preoccupare di arrivare a fine mese.

 

LIVELLI:
si passa ad una classificazione del personale di 6 categorie/livelli
“verticali” dalla A alla F, simile a quella presente negli altri
contratti del settore ma la cosa più importante di questo tipo di
classificazione, cioè gli scorrimenti orizzontali, non saranno
automatici, quindi una operazione di facciata ma senza sostanza (e con
questo le coop portano a casa il loro più importante risultato oltre al
contenimento dei salari);

 

OSS:
per gli operatori socio-sanitari si arriva all’insulto, si prevede un
livello intermedio tra il 4° livello e il 5° livello, ma con il
riconoscimento di una differenza retributiva a regime rispetto al
livello di provenienza (4°) di ben 38 euro lordi al mese (proprio così:
38 euro lordi al mese sono il riconoscimento concordato tra coop e
sindacati per i lavoratori che hanno acquisito il titolo da OSS), nella
sanità privata un OSS prende oggi 280.00 euro in più al mese. Non solo:
il riconoscimento del nuovo livello non è per tutti gli OSS ma solo per
quelli che operano in servizi e strutture sociosanitarie, agli altri no.

 

 

ESEMPI DELLA RICLASSIFICAZIONE

 

      ASSISTENTE DI BASE NON QUALIFICATO: dal 3° livello diventa B1

      ASSISTENTE DI BASE QUALIFICATO: dal 4° livello diventa C1

      OPERATORE SOCIO SANITARIO (con la clausola di servizio): dal 4° livello diventa C2

      EDUCATORE NON PROFESSIONALE: da 5° livello diventa D1

      EDUCATORE PROFESSIONALE: da 6° livello diventa D2

 

 

LE TABELLE DELLE RETRIBUZIONI CONTRATTUALI

 

Minimi contrattuali conglobati dal 1/1/2008

 

 

LIVELLI

IMPORTO

1

1060,95

2

1070,75

3

1120,63

4

1205,21

5

1277,95

6

1348,07

7

1435,09

8

1548,96

9

1710,78

10

1953,78

 

 

Minimi contrattuali conglobati dal 1/1/2009

 

 

categorie

Posizioni economiche

 

1

2

3

A

1096,16

1106,28

 

B

1157,82

 

 

C

1245,21

1282,51 

1320,37

D

1320,37

1392,81

1482,72

E

1482,72

1600,37

 

F

1767,56

2018,62

 

 

Minimi contrattuali conglobati dal 1/12/2009

 

 

Categorie     

Posizioni Economiche

 

1

2

3

A

1122,57

1132,94

 

B

1185,72

 

 

C

1275,21

1313,4

1352,18

D

1352,18

1426,37

1518,45

E

1518,45

1638,93

 

F

1810,14

2067,25

 

 

LAVORO DOMENICALE:
dopo 13 anni di promesse finalmente il riconoscimento di una
maggiorazione per il lavoro svolto di domenica (alcune coop lo
riconoscevano già ma non era previsto dal contratto nazionale), una
maggiorazione che in altri contratti varia dal 15% al 30% fino al 50%
della paga oraria: cosa si prevede per i lavoratori delle coop sociali?
Ovviamente il 15% e solo da dicembre 2009.

 

Basta
con gli accordi sindacali che legano gli aumenti salariali, non
all’inflazione reale, ma su dati “inventati”: la durata sfalsata del
contratto è una anticipazione negativa della trattativa in atto a
livello nazionale sulla riforma dei contratti nazionali di lavoro.

 

La
miseria del nostro contratto nasce da un infame regime di mercato:
siamo di fronte all’impatto devastante di anni di tagli alle spese
sociali e sanitarie, fatti da governi di centrosinistra e di
centrodestra con CGIL-CISL-UIL, e ovviamente a rimetterci sono i
lavoratori del settore a partire da quelli più ricattabili (dai
precari, alle coop in appalto).

 

 

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F.A.Q.

Ovvero:
Domande ricorrenti.

 CIRCA
IL CONTRATTO

Al
momento della firma di un contratto questo cosa deve contenere?

Il contratto deve contenere la
durata della prestazione lavorativa e la sua collocazione riferimento
al giorno, alla settimana, al mese e all’anno specificate per
iscritto .La mancanza o indeterminatezza nel
contratto di tali elementi determina:

  • se l’omissione riguarda la durata
    della prestazione, il lavoratore può chiedere al Giudice che
    venga accertata l’esistenza di un rapporto a tempo pieno.

  • se l’omissione riguarda l’orario,
    il lavoratore può chiedere che il giudice determini le
    modalità temporali di svolgimento dell’attività
    lavorativa a tempo parziale con riferimento a quanto previsto dal
    Contratto Collettivo Nazionale

In entrambi i casi sopra
evidenziati, il lavoratore ha diritto, per il periodo antecedente
alla sentenza, in aggiunta alla retribuzione dovuta per la
prestazione resa sulla base dell’orario accertato, anche ad un
ulteriore emolumento a titolo di risarcimento del danno (questo deve
essere espressamente provato.)
 

CIRCA
L’ORARIO DI LAVORO

Ogni mattina
devo recarmi presso vari utenti a domicilio e vengo retribuita solo
per il lavoro svolto mentre il tempo impiegato tra una casa e
un’altra mi viene pagato con una percentuale fissa. E’ regolare?

L’uso
della percentuale, definita dalla coop, con o senza accordi
sindacali, non è regolare: il tempo tra una casa e l’altra è
tempo di lavoro e come tale deve essere retribuito. Per il lavoratore
o la lavoratrice deve esserci la retribuzione dal momento in cui
inizia il primo servizio a domicilio, fino al termine dell’ultimo
intervento. L’orario di lavoro è il periodo nel quale il
lavoratore è a disposizione della coop, quando il tempo non è
più suo, quindi che ci sia la effettiva prestazione diretta è
secondario (altro es. il tempo di indossare gli abiti da lavoro, se
richiesti, è tempo di lavoro).

 

Che
cos’è il lavoro supplementare?

Lavoro
supplementare: è rappresentato dalla differenza tra l’orario
part-time concordato tra le parti e e l’orario normale giornaliero
(40 ore settimanali).

La
regolamentazione del lavoro supplementare è rimessa alla
contrattazione collettiva con la seguente particolarità:

  • Se il CCNL prevede e disciplina la
    facoltà del datore di richiedere la prestazione
    supplementare, non è necessario il consenso del lavoratore
    (si presume). Un eventuale rifiuto, tuttavia, non integra motivo
    legittimo di licenziamento.

  • Se il CCNL non prevede la suddetta
    facoltà è necessario il consenso del lavoratore, il
    quale può essere anche implicito.

Che
cosa sono gli straordinari?

Lavoro
straordinario: si verifica quando viene superato l’orario di 40 ore
settimanali.

Il
lavoro straordinario nel part-time si può verificare solo
quando sia raggiunto il tempo pieno e quindi solo nel part-time
verticale o misto. In questo caso si applica la disciplina generale
prevista per il tempo pieno.

Come
funziona la banca ore?

La
banca ore utilizzata indiscriminatamente dalle cooperative per
regolare la prestazione lavorativa degli operatori è
assolutamente illegittima.

Conseguentemente:

  • Se
    l’operatore ha un orario part-time di 20 ore settimanali e ne
    lavora 10, dovrà in ogni caso essere retribuito per le 20 ore
    previste dal contratto.

  • Se
    l’operatore ha un orario part-time di 20 ore e ne lavora 40, dovrà
    essere retribuito per 40 (20 ore come lav. supplementare). Se la
    situazione persiste può chiedere che venga accertata
    l’esistenza di un rapporto di lavoro a tempo pieno (vedi sopra).
    Il lavoratore può inoltre rifiutarsi di eseguire la
    prestazione supplementare senza incorrere in sanzioni.

La
mia cooperativa mi ha assunto a progetto prima di passarmi
definitivamente a tempo indeterminato, è una cosa lecita?

Sono
molto pochi i contratti a progetto che si possono ritenere tali. La
stragrande maggioranza di questi sono un effettivo rapporto di lavoro
subordinato. Quindi il lavoratore può richiedere che “il
tempo indeterminato” sia conteggiato dal primo contratto a progetto
stipulato con la cooperativa, con relativi arretrati e scatti di
anzianità.
Ne
consegue che

una
lavoratrice assunta a progetto nella maggior parte delle occasioni
possa richiedere davanti ad un giudice che venga riconosciuta
l’effettiva subordinazione del proprio rapporto di lavoro e la
relativa stipula di un contratto a tempo indeterminato.

CIRCA
L’ORARIO DI LAVORO

Ogni mattina
devo recarmi presso vari utenti a domicilio e vengo retribuita solo
per il lavoro svolto mentre il tempo impiegato tra una casa e
un’altra mi viene pagato con una percentuale fissa. E’ regolare?

L’uso
della percentuale, definita dalla coop, con o senza accordi
sindacali, non è regolare: il tempo tra una casa e l’altra è
tempo di lavoro e come tale deve essere retribuito. Per il lavoratore
o la lavoratrice deve esserci la retribuzione dal momento in cui
inizia il primo servizio a domicilio, fino al termine dell’ultimo
intervento. L’orario di lavoro è il periodo nel quale il
lavoratore è a disposizione della coop, quando il tempo non è
più suo, quindi che ci sia la effettiva prestazione diretta è
secondario (altro es. il tempo di indossare gli abiti da lavoro, se
richiesti, è tempo di lavoro).

Svolgo degli
interventi individuali presso istituti scolastici. Capita, sempre più
spesso, che alcuni interventi saltano per l’assenza dalla scuola
dell’utente oppure che mi ritrovo con dei buchi tra una lezione e
un’altra. La cooperativa mi paga solo le ore di intervento con
l’utente, mentre in caso di buchi o di assenza del ragazzo niente
paga. E’ possibile?

Quando
si è assunti regolarmente da una cooperativa, si firma un
contratto di lavoro che vincola te a prestare un certo numero di ore
alla settimana ma vincola la cooperativa a garantirti quelle ore e il
loro pagamento. I buchi nella giornata non possono essere un
“rischio” della lavoratrice o del lavoratore ma devono essere,
invece, un “rischio di impresa” (e le coop sono delle imprese).
Spetta, quindi, alla cooperativa preoccuparsi di organizzare il
lavoro in maniera tale da garantirti comunque lo svolgimento delle
tue ore settimanali e se non riesce in questo, è tenuta
comunque a pagare le tue ore anche se non vengono lavorate. Basti
pensare che la parola “lavorare” non significa solo e
semplicemente essere a contatto con l’utente ma, come sai,
contempla anche altre attività: progettazione, formazione,
verifica, etc…

Nella
programmazione dei turni mi hanno inserito delle pause di mezz’ora
o di un’ora. E’ regolare questo?

L’organizzazione
dei turni è un classico potere delle direzioni aziendali, ma
ci sono dei limiti di legge e di correttezza: se la pausa coincide
con i pasti potrebbe essere regolare, ma se risponde solamente ad un
buco “organizzativo” della cooperativa allora non è
regolare. Non si possono considerare vere pause quelle che non
consentono effettivamente al lavoratore di essere “libero” dal
lavoro (es. mezz’ora può bastare per un pasto veloce) ma se
le interruzioni sono ripetute e ad orari e con durate non realmente
utilizzabili (es. non riesci ad allontanarti veramente dal luogo di
lavoro, non puoi ritornare a casa o altro) allora sono contestabili e
devono essere eliminate o retribuite.

Sono una
operatrice di una residenza. I miei turni di lavoro cambiano sempre e
a volte con un preavviso di pochi giorni. Per questo non riesco a
organizzarmi per i miei impegni privati e per seguire un corso di
lingue al quale sono iscritta. Possono farlo?

Il
tempo di lavoro non deve invadere l’intera vita della persona
perciò la programmazione dei turni e degli orari di lavoro
deve essere di norma regolare. Di norma significa che ci possono
essere eccezioni ed emergenze che però non possono essere la
regola. Si ha diritto, quindi, a turni ben stabili con una rotazione
tra fasce di lavoro prevedibili nel tempo (es. mattina, pomeriggio,
notte, riposo e giornata libera). In questa maniera chiunque può
prevedere, calendario alla mano, il proprio turno di lavoro dei mesi
successivi.

Sono stato
assunto in un centro diurno per sostituire gli altri operatori
assenti per ferie o per malattia. La coop mi chiama spesso al mio
cellulare, anche con poche ore di preavviso, per assegnarmi turni,
spesso diversi, in base alle esigenze di copertura del servizio. Sono
condannato a questo tipo di vita?

Molti
lavoratori, chiamati solitamente “jolly” o“sostituti”,
subiscono questo tipo di organizzazione molto diffusa nelle coop. ma
si tratta, di fatto, di un contratto “a chiamata”, introdotto
ufficialmente dalla Legge 30/2003 ma che le coop. praticano da sempre
fuori dalla legge. La prima cosa da sapere è che il lavoro a
chiamata non è una forma contrattuale prevista dal CCNL di
lavoro; la seconda è che il lavoro a chiamata prevede delle
indennità e delle regole che non troviamo nel lavoro di
sostituzione; la terza è che la disponibilità ad essere
rintracciabili per prendere servizio fuori dai propri turni deve
prevedere l’applicazione di una indennità (per i periodi di
disponibilità telefonica e di presa di servizio) e un tetto
massimo di giornate (reperibilità). Di fatto è un
periodo in cui si viene spremuti, se possibile anche più degli
altri, con il miraggio di vedere, prima o poi, riconosciuto un
diritto di precedenza ad un turno fisso e regolare. Ma è un
fidarsi. Resta il fatto che è una condizione totalmente
irregolare anche se diffusissima.

­-

Da qualche mese
ho ottenuto la mobilità presso una residenza psichiatrica. Con
mia sorpresa mi hanno comunicato che le ore notturne non mi saranno
pagate perché di solito l’utenza dorme tranquillamente. Mi
sembra un assurdo visto che non sono a casa mia o in giro con i miei
amici.

Il
CCNL prevede una forma di “reperibilità con residenza in
struttura” e troviamo cooperative che in maniera molto disinvolta e
con la compiacenza dei sindacati firmatari del CCNL, utilizzano
questa norma per non pagare le ore di lavoro notturno riconoscendo
una indennità fissa mensile. Bisogna sapere, però, che
la norma contrattuale è una sorta di deroga al principio
generale del pagamento delle ore normali (immaginiamo il caso di un
operatore che viva in una comunità rurale come una sorta di
inquilino custode). Infatti per applicare la norma dell’indennità
fissa, bisogna avere un accordo con i sindacati che autorizzi,
servizio per servizio e non genericamente una tipologia di servizi,
l’utilizzo di questo trattamento contrattuale. Se la coop. è
stata autorizzata sapete con chi prendervela.

Ho un
contratto di 36 ore settimanali quindi part-time visto che il tempo
pieno è di 38 ore. Il problema è che non sempre i miei
turni settimanali coprono tutte le ore del contratto e la cooperativa
mi segna le ore non lavorate come ore da recuperare o non pagate.
Funziona così?

Si
intrecciamo diversi problemi: affrontiamone i principali. Intanto,
come detto sopra, le ore da contratto di assunzione devono essere
pagate e se l’organizzazione dei turni non copre il monte ore, il
problema non deve essere solo tuo. Non esiste, infatti,
contrattualmente un “recupero negativo” ma è solo una
pratica diffusa delle cooperative. Il contratto nazionale prevede, in
realtà, solo il recupero positivo delle ore lavorate in più
oltre l’orario di lavoro (es. lavoro di meno questa settimana
perché sto recuperando le ore in più fatte la scorsa
settimana).

Sono
assunto come part-time a 30 ore ma da sempre ne lavoro 36 e le ore
lavorate in più mi vengono pagate con una maggiorazione. Mi
conviene rimanere part-time a 30 ore o chiedere l’aumento
dell’orario di lavoro a 36?

Meglio
chiedere il riconoscimento dell’orario a 36 ore perchè la
maggiorazione che prendi per le ore fatte oltre il tuo contratto non
sono propriamente una maggiorazione come per il lavoro straordinario
ma sono una indennità che serve solo per far “sparire” le
ore fatte in più dai calcoli sulle tutte le altre voci
contrattuali e di legge. E’ una specie di condono: ti pagano subito
il 27% in più per non far pesare quelle ore in nessun altra
voce (malattia, 13°, ERT, TFR ecc…)

Sempre più
spesso, dicendomi che ci sono troppe persone in turno, mi obbligano a
prendere due, tre ma anche una sola giornata di ferie senza però
concordarle con me. Possono obbligarmi e scegliere solamente loro i
giorni?

L’organizzazione
delle ferie dovrebbe essere argomento di contrattazione sindacale. In
pratica le ferie sono “obbligate” se il tuo servizio chiude;
negli altri casi i periodi sono frutto di accordi tra coop. e
lavoratori (la regola è che metà ferie le sceglie “di
più” la coop e l’altra metà le sceglie “di più”
il lavoratore). Il dubbio da te sollevato è invece diverso: le
ferie sono un periodo irrinunciabile di recupero psico-fisico.
Prenderne due, tre o un solo giorno non rispetta (come quantità
di giornate libere) il senso fondamentale delle ferie. Il periodo
delle ferie deve essere abbastanza lungo per recuperare energie
(dieci, quindici giorni almeno). Spezzare le ferie in piccoli periodi
è un danno (biologico è il termine esatto) per il
lavoratore e non è permesso.

CIRCA
LE POSSIBILI RISPOSTE

Quanto
tempo ho a disposizione dall’avvenimento per poter far valere i miei
diritti davanti ad un giudice?

Si
hanno 5 anni di tempo per poter intentare una causa prima della
prescrizione dell’illecito, ne consegue che puoi richiedere i danni
arretrati di situazioni subite nei cinque anni precedenti anche se di
fatto non

sussistono
più.

PER
ULTERIORI INFO SCRIVI A:

1893@canaglie.org

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 …L’ESTATE STA FINENDO…

INTELLIGENCE SOCIALE 2008/2009 RELOAD…

Ciao a Tutt*,

Finita la "Pausa" Agostana riprendono i lavori.

Stiamo organizzando nuovi Corsi di formazione nel ciclo "FATTI UNA DOMANDA E DATTI UNA RISPOSTA"
integrandoli con dei workshop pratci sulla getione di strumenti WEB
(Blogs, Siti, Forum, news letter, Etc…) e sull’utilizzo di software
di elaborazione grafica ed impaginazione, al fine di poter diffondere
strumenti utili ad una cultura di conflitto ed autogoverno dei propri
bisogni al difuori di meccanismi di delega perdenti. http://operaisociali.noblogs.org/post/2008/04/06/fatti-una-domanda-e-datti-una-risposta

 

 Oltre ai processi formativi, per noi di importanza
fondamentale, stiamo anche proseguendo con una serie di incontri sul
territorio nazionale al fine di poter condividere il progetto e di
ampliare la rete di operatori ed operatrici sociali consapevoli che con
ogni probabilità porteranno ad un secondo incontro nazionale che si
terrà a Roma nel mese di ottobre.

  http://operaisociali.noblogs.org/post/2008/06/09/operatori-sociali-in-rete-21-giugno-milano

 A breve manderemo in rete l’appuntamento per la rima riunione di "Intelligene
Sociale Milano" per discutere dei prossimi passi in avanti e ovviamente
del CCNL sciagurato che confederali e centrali cooperative hanno appena
firmato. Per agevolare i passagi comunicativi stiamo anche
ristrutturando una news letter per poter veicolare appuntamenti e
riflessioni con più agilità.

Chi volesse attivarsi in prima
persona o comunque ricevere informazioni sulle nostre attività ci può
lasciare il proprio contatto o direttamente nello spazio riservato ai
commenti di questo blog oppure scrivendo una mail a 1893@canaglie.org

 

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Rinnovo Contratto Collettivo Nazionale Coop Sociali
 

RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE DELLE COOPERATIVE SOCIALI

LA RICCHEZZA DEL TERZO SETTORE E’ LA MISERIA DEI LAVORATORI

130 euro lordi al 2010 per un contratto già scaduto da 31 mesi

Insultati i lavoratori riqualificati OSS

Nazionale –
giovedì, 31 luglio 2008

Firmato
l’accordo per il rinnovo del contratto dei lavoratori e delle
lavoratrici delle cooperative sociali, un contratto che interessa circa
200 mila operatori, in maggioranza impiegati presso servizi
socio-sanitari in appalto o convenzione con enti locali e aziende
sanitarie. Un contratto scaduto da 31 mesi (trentuno mesi, un record
negativo difficile da battere). Ecco cosa prevede in sintesi l’accordo
firmato da Legacoopsociali, Confcooperative, Agci e da  Cgil-Cisl-Uil:

 

SALARIO: aumento mensile a regime di 130 euro lordi (riferiti all′attuale quarto livello per 38 ore), in tre rate:

 

 

1 gennaio 2008

1 gennaio 2009

1 dicembre 2009

60.00

40.00

30.00

 

Attenzione:
togliendo l’indennità di vacanza contrattuale IVC (che sparisce con il
rinnovo del CCNL) l’aumento di 60.00 euro diventa effettivamente di
48.55 euro lorde (60.00 – 11.45) sempre riferiti al 4 livello e per un
contratto a tempo pieno di 38 ore: per i part-time e per gli altri
livelli si devono fare le proporzioni di questa miseria.

 

Sparisce di nuovo il biennio economico

e si rispalmano gli aumenti praticamente fino al 2010

 

Per
evitare illusioni ottiche sulle 130 euro di aumento, sbandierati da
CGIL-CISL-UIL come una “giusta risposta al problema salariale dei
lavoratori del settore”, facciamo un esempio pratico calcolato questa
volta sul 6° livello, che era stato preso come riferimento nella
piattaforma unitaria di CGIL-CISL-UIL:

 

Nella
piattaforma sindacale si richiedevano 170 euro a coprire solo fino al
2007, mentre si è firmato per un aumento che parte da gennaio 2008 di
67.74 euro (differenza 102.26 euro in meno) e arriva a dicembre 2009
con un aumento di 145.41 (differenza di 24.56 euro in meno)

 

In
quattro anni non si ottiene quello che era stato richiesto solo per
coprire i primi due anni (2006-2007), e i sindacati CGIL-CISL-UIL non
avevano “chiesto il doppio per ottenere la metà” ma avevano chiesto
l’adeguamento salariale secondo i criteri previsti dagli accordi
interconfederali sui rinnovi dei CCNL, e lo ribadiamo che per noi già
la richiesta di 170 euro era già al di sotto dell’inflazione reale.

 

Oggi
l’inflazione rilevata dall’ISTAT è al 3.8% (e già questa è una
percentuale, anche se ufficiale, molto lontana dalla reale inflazione
del potere di acquisto dei salari) mentre il contratto nazionale è
stato firmato dichiarando una inflazione di riferimento del 2.8% per il
2008 e del 3.3% per il 2009.

 

Quindi
questi aumenti con una inflazione al 3.8% annuo significano una perdita
salariale ulteriore e netta passata e futura piuttosto che un reale
aumento delle attuali retribuzioni.

 

ARRETRATI:
nonostante i 31 mesi (più di due anni e mezzo) di ritardo sono previsti
solo 200 euro lordi nella busta paga relativa al mese di agosto a
copertura del periodo 2006/2007, ma al lordo dell’IVC (quindi diventano
circa 100 euro lordi) e proporzionato pure all’effettiva presenza; per
gli arretrati del periodo gennaio 2008 – luglio 2008 ci saranno due
rate con le retribuzioni del mese di settembre e del mese di ottobre
2008.

 

MENTRE PER I DIRIGENTI COOP LE COSE NON STANNO COSI’

Il
giorno prima, cooperative e sindacati CGIL-CISL-UIL hanno firmato il
rinnovo del contratto nazionale dei dirigenti delle cooperative:
l’aumento è di 650 euro e per gli arretrati hanno concordato una una
tantum di 1300 euro, un esempio davvero illuminante dello spirito
cooperativistico, ma si sa che i manager hanno molti pensieri mentre i
semplici lavoratori (oltre che a tirare avanti la carretta dei servizi)
si devono solo preoccupare di arrivare a fine mese.

 

LIVELLI:
si passa ad una classificazione del personale di 6 categorie/livelli
“verticali” dalla A alla F, simile a quella presente negli altri
contratti del settore ma la cosa più importante di questo tipo di
classificazione, cioè gli scorrimenti orizzontali, non saranno
automatici, quindi una operazione di facciata ma senza sostanza (e con
questo le coop portano a casa il loro più importante risultato oltre al
contenimento dei salari);

 

OSS:
per gli operatori socio-sanitari si arriva all’insulto, si prevede un
livello intermedio tra il 4° livello e il 5° livello, ma con il
riconoscimento di una differenza retributiva a regime rispetto al
livello di provenienza (4°) di ben 38 euro lordi al mese (proprio così:
38 euro lordi al mese sono il riconoscimento concordato tra coop e
sindacati per i lavoratori che hanno acquisito il titolo da OSS), nella
sanità privata un OSS prende oggi 280.00 euro in più al mese. Non solo:
il riconoscimento del nuovo livello non è per tutti gli OSS ma solo per
quelli che operano in servizi e strutture sociosanitarie, agli altri no.

 

 

ESEMPI DELLA RICLASSIFICAZIONE

 

      ASSISTENTE DI BASE NON QUALIFICATO: dal 3° livello diventa B1

      ASSISTENTE DI BASE QUALIFICATO: dal 4° livello diventa C1

      OPERATORE SOCIO SANITARIO (con la clausola di servizio): dal 4° livello diventa C2

      EDUCATORE NON PROFESSIONALE: da 5° livello diventa D1

      EDUCATORE PROFESSIONALE: da 6° livello diventa D2

 

 

LE TABELLE DELLE RETRIBUZIONI CONTRATTUALI

 

Minimi contrattuali conglobati dal 1/1/2008

 

 

LIVELLI

IMPORTO

1

1060,95

2

1070,75

3

1120,63

4

1205,21

5

1277,95

6

1348,07

7

1435,09

8

1548,96

9

1710,78

10

1953,78

 

 

Minimi contrattuali conglobati dal 1/1/2009

 

 

categorie

Posizioni economiche

 

1

2

3

A

1096,16

1106,28

 

B

1157,82

 

 

C

1245,21

1282,51 

1320,37

D

1320,37

1392,81

1482,72

E

1482,72

1600,37

 

F

1767,56

2018,62

 

 

Minimi contrattuali conglobati dal 1/12/2009

 

 

Categorie     

Posizioni Economiche

 

1

2

3

A

1122,57

1132,94

 

B

1185,72

 

 

C

1275,21

1313,4

1352,18

D

1352,18

1426,37

1518,45

E

1518,45

1638,93

 

F

1810,14

2067,25

 

 

LAVORO DOMENICALE:
dopo 13 anni di promesse finalmente il riconoscimento di una
maggiorazione per il lavoro svolto di domenica (alcune coop lo
riconoscevano già ma non era previsto dal contratto nazionale), una
maggiorazione che in altri contratti varia dal 15% al 30% fino al 50%
della paga oraria: cosa si prevede per i lavoratori delle coop sociali?
Ovviamente il 15% e solo da dicembre 2009.

 

Basta
con gli accordi sindacali che legano gli aumenti salariali, non
all’inflazione reale, ma su dati “inventati”: la durata sfalsata del
contratto è una anticipazione negativa della trattativa in atto a
livello nazionale sulla riforma dei contratti nazionali di lavoro.

 

La
miseria del nostro contratto nasce da un infame regime di mercato:
siamo di fronte all’impatto devastante di anni di tagli alle spese
sociali e sanitarie, fatti da governi di centrosinistra e di
centrodestra con CGIL-CISL-UIL, e ovviamente a rimetterci sono i
lavoratori del settore a partire da quelli più ricattabili (dai
precari, alle coop in appalto).

 

 

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 [ 2008 ] Contratto Collettivo Nazionale Coop. Sociali

Per
Chi volesse scaricare e leggere il testo del nuovo e sciagurato CCNL
che sindacati confederali e centrali cooperative hanno firmato… pigi
sull’immagine…

 


CCNL COOP SOCIALI 2008 DOWNLOAD HERE 

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Rinnovo Contratto Collettivo Nazionale Coop Sociali
 

RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE DELLE COOPERATIVE SOCIALI

LA RICCHEZZA DEL TERZO SETTORE E’ LA MISERIA DEI LAVORATORI

130 euro lordi al 2010 per un contratto già scaduto da 31 mesi

Insultati i lavoratori riqualificati OSS

Nazionale –
giovedì, 31 luglio 2008

Firmato
l’accordo per il rinnovo del contratto dei lavoratori e delle
lavoratrici delle cooperative sociali, un contratto che interessa circa
200 mila operatori, in maggioranza impiegati presso servizi
socio-sanitari in appalto o convenzione con enti locali e aziende
sanitarie. Un contratto scaduto da 31 mesi (trentuno mesi, un record
negativo difficile da battere). Ecco cosa prevede in sintesi l’accordo
firmato da Legacoopsociali, Confcooperative, Agci e da  Cgil-Cisl-Uil:

 

SALARIO: aumento mensile a regime di 130 euro lordi (riferiti all′attuale quarto livello per 38 ore), in tre rate:

 

 

1 gennaio 2008

1 gennaio 2009

1 dicembre 2009

60.00

40.00

30.00

 

Attenzione:
togliendo l’indennità di vacanza contrattuale IVC (che sparisce con il
rinnovo del CCNL) l’aumento di 60.00 euro diventa effettivamente di
48.55 euro lorde (60.00 – 11.45) sempre riferiti al 4 livello e per un
contratto a tempo pieno di 38 ore: per i part-time e per gli altri
livelli si devono fare le proporzioni di questa miseria.

 

Sparisce di nuovo il biennio economico

e si rispalmano gli aumenti praticamente fino al 2010

 

Per
evitare illusioni ottiche sulle 130 euro di aumento, sbandierati da
CGIL-CISL-UIL come una “giusta risposta al problema salariale dei
lavoratori del settore”, facciamo un esempio pratico calcolato questa
volta sul 6° livello, che era stato preso come riferimento nella
piattaforma unitaria di CGIL-CISL-UIL:

 

Nella
piattaforma sindacale si richiedevano 170 euro a coprire solo fino al
2007, mentre si è firmato per un aumento che parte da gennaio 2008 di
67.74 euro (differenza 102.26 euro in meno) e arriva a dicembre 2009
con un aumento di 145.41 (differenza di 24.56 euro in meno)

 

In
quattro anni non si ottiene quello che era stato richiesto solo per
coprire i primi due anni (2006-2007), e i sindacati CGIL-CISL-UIL non
avevano “chiesto il doppio per ottenere la metà” ma avevano chiesto
l’adeguamento salariale secondo i criteri previsti dagli accordi
interconfederali sui rinnovi dei CCNL, e lo ribadiamo che per noi già
la richiesta di 170 euro era già al di sotto dell’inflazione reale.

 

Oggi
l’inflazione rilevata dall’ISTAT è al 3.8% (e già questa è una
percentuale, anche se ufficiale, molto lontana dalla reale inflazione
del potere di acquisto dei salari) mentre il contratto nazionale è
stato firmato dichiarando una inflazione di riferimento del 2.8% per il
2008 e del 3.3% per il 2009.

 

Quindi
questi aumenti con una inflazione al 3.8% annuo significano una perdita
salariale ulteriore e netta passata e futura piuttosto che un reale
aumento delle attuali retribuzioni.

 

ARRETRATI:
nonostante i 31 mesi (più di due anni e mezzo) di ritardo sono previsti
solo 200 euro lordi nella busta paga relativa al mese di agosto a
copertura del periodo 2006/2007, ma al lordo dell’IVC (quindi diventano
circa 100 euro lordi) e proporzionato pure all’effettiva presenza; per
gli arretrati del periodo gennaio 2008 – luglio 2008 ci saranno due
rate con le retribuzioni del mese di settembre e del mese di ottobre
2008.

 

MENTRE PER I DIRIGENTI COOP LE COSE NON STANNO COSI’

Il
giorno prima, cooperative e sindacati CGIL-CISL-UIL hanno firmato il
rinnovo del contratto nazionale dei dirigenti delle cooperative:
l’aumento è di 650 euro e per gli arretrati hanno concordato una una
tantum di 1300 euro, un esempio davvero illuminante dello spirito
cooperativistico, ma si sa che i manager hanno molti pensieri mentre i
semplici lavoratori (oltre che a tirare avanti la carretta dei servizi)
si devono solo preoccupare di arrivare a fine mese.

 

LIVELLI:
si passa ad una classificazione del personale di 6 categorie/livelli
“verticali” dalla A alla F, simile a quella presente negli altri
contratti del settore ma la cosa più importante di questo tipo di
classificazione, cioè gli scorrimenti orizzontali, non saranno
automatici, quindi una operazione di facciata ma senza sostanza (e con
questo le coop portano a casa il loro più importante risultato oltre al
contenimento dei salari);

 

OSS:
per gli operatori socio-sanitari si arriva all’insulto, si prevede un
livello intermedio tra il 4° livello e il 5° livello, ma con il
riconoscimento di una differenza retributiva a regime rispetto al
livello di provenienza (4°) di ben 38 euro lordi al mese (proprio così:
38 euro lordi al mese sono il riconoscimento concordato tra coop e
sindacati per i lavoratori che hanno acquisito il titolo da OSS), nella
sanità privata un OSS prende oggi 280.00 euro in più al mese. Non solo:
il riconoscimento del nuovo livello non è per tutti gli OSS ma solo per
quelli che operano in servizi e strutture sociosanitarie, agli altri no.

 

 

ESEMPI DELLA RICLASSIFICAZIONE

 

      ASSISTENTE DI BASE NON QUALIFICATO: dal 3° livello diventa B1

      ASSISTENTE DI BASE QUALIFICATO: dal 4° livello diventa C1

      OPERATORE SOCIO SANITARIO (con la clausola di servizio): dal 4° livello diventa C2

      EDUCATORE NON PROFESSIONALE: da 5° livello diventa D1

      EDUCATORE PROFESSIONALE: da 6° livello diventa D2

 

 

LE TABELLE DELLE RETRIBUZIONI CONTRATTUALI

 

Minimi contrattuali conglobati dal 1/1/2008

 

 

LIVELLI

IMPORTO

1

1060,95

2

1070,75

3

1120,63

4

1205,21

5

1277,95

6

1348,07

7

1435,09

8

1548,96

9

1710,78

10

1953,78

 

 

Minimi contrattuali conglobati dal 1/1/2009

 

 

categorie

Posizioni economiche

 

1

2

3

A

1096,16

1106,28

 

B

1157,82

 

 

C

1245,21

1282,51 

1320,37

D

1320,37

1392,81

1482,72

E

1482,72

1600,37

 

F

1767,56

2018,62

 

 

Minimi contrattuali conglobati dal 1/12/2009

 

 

Categorie     

Posizioni Economiche

 

1

2

3

A

1122,57

1132,94

 

B

1185,72

 

 

C

1275,21

1313,4

1352,18

D

1352,18

1426,37

1518,45

E

1518,45

1638,93

 

F

1810,14

2067,25

 

 

LAVORO DOMENICALE:
dopo 13 anni di promesse finalmente il riconoscimento di una
maggiorazione per il lavoro svolto di domenica (alcune coop lo
riconoscevano già ma non era previsto dal contratto nazionale), una
maggiorazione che in altri contratti varia dal 15% al 30% fino al 50%
della paga oraria: cosa si prevede per i lavoratori delle coop sociali?
Ovviamente il 15% e solo da dicembre 2009.

 

Basta
con gli accordi sindacali che legano gli aumenti salariali, non
all’inflazione reale, ma su dati “inventati”: la durata sfalsata del
contratto è una anticipazione negativa della trattativa in atto a
livello nazionale sulla riforma dei contratti nazionali di lavoro.

 

La
miseria del nostro contratto nasce da un infame regime di mercato:
siamo di fronte all’impatto devastante di anni di tagli alle spese
sociali e sanitarie, fatti da governi di centrosinistra e di
centrodestra con CGIL-CISL-UIL, e ovviamente a rimetterci sono i
lavoratori del settore a partire da quelli più ricattabili (dai
precari, alle coop in appalto).

 

 

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Rinnovo Contratto Collettivo Nazionale Coop Sociali
 

RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE DELLE COOPERATIVE SOCIALI

LA RICCHEZZA DEL TERZO SETTORE E’ LA MISERIA DEI LAVORATORI

130 euro lordi al 2010 per un contratto già scaduto da 31 mesi

Insultati i lavoratori riqualificati OSS

Nazionale –
giovedì, 31 luglio 2008

Firmato
l’accordo per il rinnovo del contratto dei lavoratori e delle
lavoratrici delle cooperative sociali, un contratto che interessa circa
200 mila operatori, in maggioranza impiegati presso servizi
socio-sanitari in appalto o convenzione con enti locali e aziende
sanitarie. Un contratto scaduto da 31 mesi (trentuno mesi, un record
negativo difficile da battere). Ecco cosa prevede in sintesi l’accordo
firmato da Legacoopsociali, Confcooperative, Agci e da  Cgil-Cisl-Uil:

 

SALARIO: aumento mensile a regime di 130 euro lordi (riferiti all′attuale quarto livello per 38 ore), in tre rate:

 

 

1 gennaio 2008

1 gennaio 2009

1 dicembre 2009

60.00

40.00

30.00

 

Attenzione:
togliendo l’indennità di vacanza contrattuale IVC (che sparisce con il
rinnovo del CCNL) l’aumento di 60.00 euro diventa effettivamente di
48.55 euro lorde (60.00 – 11.45) sempre riferiti al 4 livello e per un
contratto a tempo pieno di 38 ore: per i part-time e per gli altri
livelli si devono fare le proporzioni di questa miseria.

 

Sparisce di nuovo il biennio economico

e si rispalmano gli aumenti praticamente fino al 2010

 

Per
evitare illusioni ottiche sulle 130 euro di aumento, sbandierati da
CGIL-CISL-UIL come una “giusta risposta al problema salariale dei
lavoratori del settore”, facciamo un esempio pratico calcolato questa
volta sul 6° livello, che era stato preso come riferimento nella
piattaforma unitaria di CGIL-CISL-UIL:

 

Nella
piattaforma sindacale si richiedevano 170 euro a coprire solo fino al
2007, mentre si è firmato per un aumento che parte da gennaio 2008 di
67.74 euro (differenza 102.26 euro in meno) e arriva a dicembre 2009
con un aumento di 145.41 (differenza di 24.56 euro in meno)

 

In
quattro anni non si ottiene quello che era stato richiesto solo per
coprire i primi due anni (2006-2007), e i sindacati CGIL-CISL-UIL non
avevano “chiesto il doppio per ottenere la metà” ma avevano chiesto
l’adeguamento salariale secondo i criteri previsti dagli accordi
interconfederali sui rinnovi dei CCNL, e lo ribadiamo che per noi già
la richiesta di 170 euro era già al di sotto dell’inflazione reale.

 

Oggi
l’inflazione rilevata dall’ISTAT è al 3.8% (e già questa è una
percentuale, anche se ufficiale, molto lontana dalla reale inflazione
del potere di acquisto dei salari) mentre il contratto nazionale è
stato firmato dichiarando una inflazione di riferimento del 2.8% per il
2008 e del 3.3% per il 2009.

 

Quindi
questi aumenti con una inflazione al 3.8% annuo significano una perdita
salariale ulteriore e netta passata e futura piuttosto che un reale
aumento delle attuali retribuzioni.

 

ARRETRATI:
nonostante i 31 mesi (più di due anni e mezzo) di ritardo sono previsti
solo 200 euro lordi nella busta paga relativa al mese di agosto a
copertura del periodo 2006/2007, ma al lordo dell’IVC (quindi diventano
circa 100 euro lordi) e proporzionato pure all’effettiva presenza; per
gli arretrati del periodo gennaio 2008 – luglio 2008 ci saranno due
rate con le retribuzioni del mese di settembre e del mese di ottobre
2008.

 

MENTRE PER I DIRIGENTI COOP LE COSE NON STANNO COSI’

Il
giorno prima, cooperative e sindacati CGIL-CISL-UIL hanno firmato il
rinnovo del contratto nazionale dei dirigenti delle cooperative:
l’aumento è di 650 euro e per gli arretrati hanno concordato una una
tantum di 1300 euro, un esempio davvero illuminante dello spirito
cooperativistico, ma si sa che i manager hanno molti pensieri mentre i
semplici lavoratori (oltre che a tirare avanti la carretta dei servizi)
si devono solo preoccupare di arrivare a fine mese.

 

LIVELLI:
si passa ad una classificazione del personale di 6 categorie/livelli
“verticali” dalla A alla F, simile a quella presente negli altri
contratti del settore ma la cosa più importante di questo tipo di
classificazione, cioè gli scorrimenti orizzontali, non saranno
automatici, quindi una operazione di facciata ma senza sostanza (e con
questo le coop portano a casa il loro più importante risultato oltre al
contenimento dei salari);

 

OSS:
per gli operatori socio-sanitari si arriva all’insulto, si prevede un
livello intermedio tra il 4° livello e il 5° livello, ma con il
riconoscimento di una differenza retributiva a regime rispetto al
livello di provenienza (4°) di ben 38 euro lordi al mese (proprio così:
38 euro lordi al mese sono il riconoscimento concordato tra coop e
sindacati per i lavoratori che hanno acquisito il titolo da OSS), nella
sanità privata un OSS prende oggi 280.00 euro in più al mese. Non solo:
il riconoscimento del nuovo livello non è per tutti gli OSS ma solo per
quelli che operano in servizi e strutture sociosanitarie, agli altri no.

 

 

ESEMPI DELLA RICLASSIFICAZIONE

 

      ASSISTENTE DI BASE NON QUALIFICATO: dal 3° livello diventa B1

      ASSISTENTE DI BASE QUALIFICATO: dal 4° livello diventa C1

      OPERATORE SOCIO SANITARIO (con la clausola di servizio): dal 4° livello diventa C2

      EDUCATORE NON PROFESSIONALE: da 5° livello diventa D1

      EDUCATORE PROFESSIONALE: da 6° livello diventa D2

 

 

LE TABELLE DELLE RETRIBUZIONI CONTRATTUALI

 

Minimi contrattuali conglobati dal 1/1/2008

 

 

LIVELLI

IMPORTO

1

1060,95

2

1070,75

3

1120,63

4

1205,21

5

1277,95

6

1348,07

7

1435,09

8

1548,96

9

1710,78

10

1953,78

 

 

Minimi contrattuali conglobati dal 1/1/2009

 

 

categorie

Posizioni economiche

 

1

2

3

A

1096,16

1106,28

 

B

1157,82

 

 

C

1245,21

1282,51 

1320,37

D

1320,37

1392,81

1482,72

E

1482,72

1600,37

 

F

1767,56

2018,62

 

 

Minimi contrattuali conglobati dal 1/12/2009

 

 

Categorie     

Posizioni Economiche

 

1

2

3

A

1122,57

1132,94

 

B

1185,72

 

 

C

1275,21

1313,4

1352,18

D

1352,18

1426,37

1518,45

E

1518,45

1638,93

 

F

1810,14

2067,25

 

 

LAVORO DOMENICALE:
dopo 13 anni di promesse finalmente il riconoscimento di una
maggiorazione per il lavoro svolto di domenica (alcune coop lo
riconoscevano già ma non era previsto dal contratto nazionale), una
maggiorazione che in altri contratti varia dal 15% al 30% fino al 50%
della paga oraria: cosa si prevede per i lavoratori delle coop sociali?
Ovviamente il 15% e solo da dicembre 2009.

 

Basta
con gli accordi sindacali che legano gli aumenti salariali, non
all’inflazione reale, ma su dati “inventati”: la durata sfalsata del
contratto è una anticipazione negativa della trattativa in atto a
livello nazionale sulla riforma dei contratti nazionali di lavoro.

 

La
miseria del nostro contratto nasce da un infame regime di mercato:
siamo di fronte all’impatto devastante di anni di tagli alle spese
sociali e sanitarie, fatti da governi di centrosinistra e di
centrodestra con CGIL-CISL-UIL, e ovviamente a rimetterci sono i
lavoratori del settore a partire da quelli più ricattabili (dai
precari, alle coop in appalto).

 

 

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Vorremmo potervi dire che stiamo andando in vacanza e che ci rivediamo a settembre, ma come ben sappiamo tutt* non è così. L’universo dei call center, col suo “just in time”, la velocizzazione esasperata del lavoro e la continua ricerca di utili (tutto mascherato dalla foglia di fico di svolgere un servizio di “pubblica utilità”), si traduce nella precarizzazione delle condizioni di lavoro e dei contratti. E quindi molt* di noi si troveranno anche ad agosto con una cuffia in testa per cercare di “essere utile” a qualcuno.

Anche la cospirazione non va in “vacanza”: sono stati mesi in cui certamente qualcosa si è messo in moto e gli “sfigati” dei call center hanno cominciato ad affilare le unghie. Sono lontani i tempi in cui i colleghi e le colleghe di Atesia erano l’unica eccezione di lotta in un mondo fatto di rassegnazione e subalternità alle aziende. La lotta degli esternalizzati e delle esternalizzate di Vodafone e Wind (ancora non conclusa), gli scioperi contro gli esuberi in Telecom, i processi di autorganizzazione in Comdata ed Omnia testimoniano il fatto che stiamo diventando “grandi” e cominciamo a difenderci “da soli”, senza padrini politici o tutori sindacali interessati a concertare il nostro sfruttamento.

Questo blog ha tentato in questi mesi di dare voce a tutto questo fermento e spesso ci è riuscito. Per questo ringraziamo tutt* coloro che lo hanno utilizzato ed hanno interagito.

A settembre esordiremo con una veste grafica nuova e con nuove sezioni utili a chiunque voglia cominciare o continuare a praticare la strada del conflitto per affermare i propri bisogni e le proprie ragioni.

Seguitando a cospirar….

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