Cari colleghi, care colleghe,
Con i nostri contratti in scadenza e di fronte agli annunciati mancati rinnovi o “stop” senza “go”, visto che nessuno parla di noi, e nessuno parla con noi, abbiamo deciso di prendere la parola. Per l’azienda un crudele destino e commesse “invernali” ci condannerebbero ad andare a casa, magari per essere richiamati in autunno e vivere d’aria nei prossimi mesi. In realtà le cose stanno diversamente.
La legge
La normativa europea, la legge 368/2001 (che disciplina i contratti a termine), e la Corte di Cassazione affermano che il contratto di lavoro normale è quello a tempo indeterminato, mentre il contratto a termine resta un’ipotesi eccezionale. In particolare, quest’ultimo va obbligatoriamente giustificato in base a precise esigenze straordinarie (per esempio: attività stagionali, sostituzione dei lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto, esecuzione di un’opera predeterminata, straordinaria e occasionale, eccetera). La causale apposta dall’azienda nei nostri contratti consisterebbe «nella necessità di definire la pianificazione organizzativa della commessa “ENI” in relazione alla frequenza e durata dei flussi operativi». Cosa significa? Assolutamente nulla! In queste condizioni qualsiasi giudice del lavoro ordinerebbe l’assunzione immediata a tempo indeterminato! Per le stesse ragioni risulta illegittimo il ricorso a personale a tempo determinato con scadenze differenziate. Cioè, non è possibile assumere, per le stesse mansioni, un operatore a gennaio con scadenza a giugno e poi assumerne uno a febbraio con scadenza a luglio, uno a marzo con scadenza ad agosto ecc. Perché ciò significa che le lavorazioni alle quali detti operatori sono assegnati, hanno carattere di ordinarietà e quindi prevedono assunzioni a tempo indeterminato.
L’accordo interno sulle stabilizzazioni
L’accordo stipulato il 12/01/2007 fra Comdata SpA e Cgil-Cisl-Uil + Rsu programmava un “percorso di stabilizzazione dei rapporti di lavoro”. Detto accordo stabilisce che, per i lavoratori in forza al 31/12/2006, “qualora i lavoratori raggiungano, anche con più contratti a termine o di somministrazione, un periodo fino a mesi diciotto di lavoro effettivo, il contratto di lavoro si intende trasformato a tempo indeterminato, fino comunque al raggiungimento delle percentuali pari ad un 60% di personale dipendente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato ed il restante 40% di personale dipendente a tempo determinato/somministrato, per sede operative”. Per quelli assunti successivamente, la percentuale di tempi determinati non deve superare la media annua del 20% sul totale degli impiegati. È evidente che per la sede di Torino siamo ampiamente fuori da questo limite!
Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro
Il CCNL delle Telecomunicazioni, all’art.16, comma3, dice che il tetto di lavoratori a tempo determinato non deve superare la misura del 13% sul totale dei tempi indeterminati in forza al 31 dicembre dell’anno precedente. Le causali devono essere:
a) esecuzione di un’opera o di un servizio che abbia carattere straordinario connesso all’introduzione di innovazioni tecnologiche;
b) esecuzione di attività di installazione o montaggio soggette a particolari condizioni climatico-ambientali che non consentano la protrazione delle lavorazioni in altro periodo dell’anno;
c) esecuzione di particolari commesse che, per la specificità del prodotto ovvero delle lavorazioni, richiedano l’impiego di professionalità e specializzazioni diverse da quelle normalmente impiegate;
d) per coprire posizioni di lavoro non ancora stabilizzate.
Niente di tutto ciò è scritto nelle nostre lettere di assunzione…
A questo punto il sospetto di essere stati raggirati diventa certezza. Lavoriamo qui da molto tempo (in molti da molto dei più dei suddetti 18 mesi) e pensavamo di far parte di un’azienda che si distinguesse dalle tante che operano sul mercato attraverso contratti a progetto e operazioni spregiudicate e cialtronesche. Abbiamo contribuito in questi anni alla crescita economica e produttiva di questa azienda e non accetteremo passivamente di essere accompagnati alla porta senza tanti complimenti, soprattutto se la legge lo vieta.
20 colleghi “determinati” della sede di Torino
determinati@gmail.com
PS
Ricordiamo a tutti che il singolo lavoratore ha il diritto di richiedere all’INPS o al Centro per l’impiego – anche tramite un legale – i numeri degli addetti in forza nell’azienda, per appurare personalmente se vengono rispettate le percentuali.
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