
È un lungo percorso che ci ha portato a questo 1 marzo. Il movimento cresciuto su facebook seguendo l’esempio francese ha rilanciato la parola sciopero, si punta a far capire l’importanza dei migranti, si lotta contro la Bossi-Fini e il pacchetto sicurezza. Nascono in tutta Italia i comitati locali: anche a Bologna si forma a gennaio il comitato 1 marzo e il Coordinamento Migranti decide naturalmente di partecipare e fare la sua parte. Il percorso di avvicinamento al 1 marzo per il Coordinamento passa per la “giornata senza permesso” programmata già da dicembre, che salta a causa di una forte nevicata, oltre un mese di lavoro è a rischio… si decide di recuperare il 14 febbraio e va benissimo: oltre 150 persone, in gran parte migranti, partecipano ad una tavola rotonda che diventa ben presto un’assemblea. Il percorso è pubblico e parla di sciopero, l’invito è rivolto a tutti: non si presentano i funzionari sindacali, ma tanti lavoratori e lavoratrici sia migranti che italiani. La voglia di rendere questo sciopero reale è tanta, ci crediamo: con loro continua il percorso di costruzione dello sciopero, fatto di incontri, assemblee nelle aziende, volantinaggi. Intanto proseguono gli incontri del comitato bolognese, tutti vogliono costruire questo primo marzo come grande giornata di lotta dei migranti e con i migranti. Diverse RSU si dicono pronte a scioperare e si affiancano al percorso. La parola sciopero diventa una rivendicazione di forza che coinvolge, nonostante i sindacati grandi e piccoli vivano con fastidio questo percorso.
ORE 8 – arrivano le conferme: sono proclamate 8 ore alla Bonfiglioli, alla Titan e all’Euroricambi… la giornata inizia bene: lo sciopero c’è! Si tratta di vedere in quanti lo faranno e quanti saranno in piazza.
ORE 11 – dai migranti e dai delegati che hanno partecipato al percorso di assemblee cominciano ad arrivare notizie confortanti: in tutte le aziende coinvolte sono tanti coloro che non sono andati al lavoro. Tra questi la gran parte dei migranti e anche molti lavoratori italiani.
ORE 12 – diversi migranti fanno sapere di aver scioperato individualmente e che saranno al presidio.
ORE 13.30 – giungono diverse chiamate dai lavoratori migranti della CICC di Anzola: sanno dello sciopero e del presidio del pomeriggio, sono decisi a non entrare all’ingresso del secondo turno. In azienda l’unico sindacato presente è la CISL, si tentano contatti ma è forte il rifiuto di fornire copertura sindacale, molti funzionari non sanno niente del 1 marzo. Alcuni lavoratori decidono di entrare, molti rischiano e scioperano ugualmente, avviandosi verso il presidio.
ORE 14.30 – si arriva in piazza Nettuno, appena si è finito di montare i banchetti e il sound system alle 15:00 in piazza ci sono già centinaia di persone… il presidio comincia!


ORE 15:30 – in pochissimo tempo le persone diventano migliaia. Insieme a tantissimi migranti ci sono tanti italiani: il primo marzo dei migranti unisce!

Le RSU della Bonfiglioli sono già in piazza, con loro tanti lavoratori si alternano le testimonianze dal palco improvvisato sui gradini di palazzo Re Enzo: lo sciopero c’è!

Tante le associazioni presenti aderenti al comitato di Bologna, i ragazzi dell’hip hop, le scuole di italiano per migranti, i medici di Sokos, studenti medi e universitari, i comitati da fuori provincia, singoli cittadini che partecipano alla giornata… un ricco tessuto antirazzista si fa vedera a fianco dei migranti. La piazza si gonfia sempre di più e si colora anche di giallo, ma più di ogni colore prevalgono le parole e le rivendicazioni gridate al microfono aperto: l’entusiasmo è palpabile!

ORE 16 – Arrivano anche le delegazioni dalla TITAN dell’EURORICAMBI e i primi dalla Ducati: alla TITAN quasi tutti i migranti scioperano e in tanti arrivano in piazza, con loro anche i lavoratori italiani. Altri si stanno idirigendo verso piazza Nettuno. Sono poi tante e tanti le migranti e i migranti che hanno deciso individualmente di scioperare. Impossibile sapere i numeri, ma in piazza si raccolgono tante testimonianze: c’è chi ha preteso dal proporio sindacato la tutela, chi ha scelto di agire individualmente, chi ha trovato altre forme di partecipazione alla manifestazione. Arrivano in piazza anche alcuni gestori di alimentari pakistani: hanno abbassato le serrande e spiegano al microfono la loro adesione allo sciopero.

ORE 17 – piazza Nettuno sta stretta al presidio: siamo migliaia, parte un corteo diretto alla Prefettura! L’idea è di farsi sentire dal governo e concludere la giornata in piazza. Giunge la notizia che anche gli operai della BASCHIERI di Castenaso sono in sciopero e alcuni raggiungono il centro di Bologna.

Davanti alla prefettura una lunga pausa: diversi interventi, grida, una pressione forte e decisa per far sentire al governo la voce dei migranti: si chiede il rispetto dei tempi nei rinnovi dei permessi di soggiorno, che rimangono fermi per mesi nelle questure. Si chiede la cancellazione della legge Bossi-Fini e del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, strumento principale del ricatto contro i migranti. Si chiede la restituzione dei contributi. Si parla del problemi della casa e della crisi economica che colpisce tutti, ma i migranti in particolare proprio a causa della Bossi-Fini. Si ricordano i fatti di Rosarno, ma anche le baracche del lungoreno e gli sgomberi. Si denuncia il reato di clandestinità, salgono i cori "libertà, libertà!" e "siamo tutti clandestini": nessuno è escluso, oggi è un giorno di libertà per tutti, contro i CIE, contro i respingimenti, contro le espulsioni, contro il razzismo nella società e il razzismo istituzionale. Finti passaporti sono branditi per quello che sono: pezzi di carta che oggi non hanno cittadinanza, questa piazza procede senza chiedere il permesso!

Dalla Ducati arriva la notizia che l’ora di sciopero in uscita ha coinvolto la maggioranza dei migranti e almeno la metà dei lavoratori italiani: con loro i lavoratori migranti della Felsinea Ristorazione che fanno le pulizie alla Ducati e che hanno discusso dello sciopero in questi giorni con i lavoratori della Ducati. Lo sciopero supera le barriere di categoria e produce percorsi comuni.

ORE 18 CIRCA – il corteo si ingrossa, si decide, anziché ritornare in piazza, di allungare ancora! Dopo un breve tratto di via Ugo Bassi si imbocca via Indipendenza e diventa chiaro a tutti: siamo tantissimi, forse diecimila, via Indipendenza è colma e altri si aggiungono passo dopo passo!

La delegazione della TITAN mostra lo striscione della RSU, decine di altri lavoratori dell’azienda in sciopero popolano il corteo.

ORE 19 CIRCA – dopo aver attraversato la zona universitaria il corteo arriva in via Rizzoli: siamo ancora in migliaia dopo oltre 4 ore di presidio e manifestazione, l’entusiasmo non accenna a calare!

ORE 19:30 CIRCA – un lunghissimo e compatto serpentone entra verso piazza Maggiore, la coda è ancora sotto le due torri! Questa giornata sta per finire, una giornata di sciopero, una giornata di libertà. Nonostante la crisi, nonostante le mille resistenze Bologna ha visto una giornata di sciopero partito dal basso e trasversale e un enorme corteo che lascerà il segno: lo sciopero del lavoro migrante unisce, la "giornata senza immigrati" ha svuotato diversi posti di lavoro e trasformato il centro di Bologna in una grande piazza antirazzista. Ma non è tutto: tantissimi gli italiani presenti, molti in sciopero assieme ai colleghi migranti, con la consapevolezza che la lotta per la libertà e i diritti dei migranti è una lotta di tutti, e che il contratto di soggiorno per lavoro contenuto nella Bossi-Fini non è una faccenda per soli migranti, ma riguarda tutti i lavoratori e le lavoratrici. Oggi finalmente non abbiamo visto solo solidarietà, ma una grande giornata di lotta comune contro il razzismo, la Bossi-Fini e il pacchetto sicurezza, perché la libertà e i diritti dei migranti sono la libertà e i diritti di tutti.. il 1 marzo ha prodotto qualcosa di nuovo: la parola sciopero ha indicato a tutti la forza che si può esprimere, dopo oggi non si torna indietro!
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Tag: sciopero, coordinamento sciopero, 1 marzo 2010
