L’idea di Fiere Precarie nasce dalla necessità di creare un momento, una situazione, in cui far emergere la potenza che scaturisce dalla cooperazione, cioè la sintesi tra relazioni e saperi che ci appartengono, che appartengono ai precari, e che sono frutto della capacità di sottrarsi, quindi di ogni momento tolto alla produzione in senso capitalistico.
Da anni la MayDay si pone anche come spazio di accumulazione di questa cooperazione – momento fondamentale della presa di parola che è cardine nella creazione del conflitto – , di questa produzione altra, attraverso la parade come strumento di comunicazione, capace di creare nuove relazioni, nuove visioni del sè, nuove possibilità.
Attraverso la socializzazione di saperi, relazioni e mezzi di produzione la materializzazione di Fiere Precarie è la conquista di uno spazio che sarà espressione della potenza delle pratiche di autogestione e autoproduzione.
L’autogestione come mezzo potente e libertario di liberazione e di rifiuto del lavoro e delle pratiche del capitale, che si vorrebbe permeanti le nostre vite.
L’autoproduzione, intesa immateriale, come produzione di Sè (singolare e collettivo): comportamenti saperi situazioni eventi conflitti lotte relazioni …
Lo spazio potrà essere utilizzato tutto l’anno da realtà e singolarità da tutta Europa e non, che lo autogestiranno meticciandosi, producendo relazioni, Cospirando..
Evidentemente la questione del reddito collettivo e il finanziamento dell’agire biopolitico sono centrali per dare continuità al progetto e potenza alla cospirazione precaria.
Sarà necessario avere un metodo riguardo l’uso delle Fiere Precarie, praticamente scrivere una policy, nello spirito libertario che impariamo dall’esperienza di indymedia.
Questa policy dovrà rifarsi a come scritto sopra:
esulare qualsiasi forma, metodo, prassi del capitale e dello sfruttamento, se non in forma detournativa
stesso vale per le replicazioni del potere in ogni sua forma
evitare l’identità che è negazione del desiderio e del divenire delle singolarità, portatrice di forza e non di potenza
nessuno spazio per la rappresentanza
e tutto quello che questo percorso determinerà nel suo farsi
Tutto ciò è un percorso che avrà un cominciamento durante la MayDay 2008 e che dovrà svilupparsi nel tempo attraverso l’intreccio di relazioni e saperi che sapremo incontrare. LongLongMayDay!!!
Questo cominciamento è una docufiction sulla MayDay.
La docufiction è una documentazione sociale importante che noi possiamo attivare nel contesto della MayDay sulla suggestione delle comunità e singolarità che praticano autoevoluzione autoproduzione e autogestione che esistono o sono conosciute per aver innescato un processo complesso di relazioni sociali che vanno oltre la serigrafia di magliette ecc. ecc.
Si tratta di recuperare un autobus urbano e attrezzarlo come live set di inchiesta sui partecipanti che individuiamo all’interno del contesto mayday. Questo attraverso una ragnatela esterna di mediattivisti che coinvolgono su queste tematiche, con brevi ed efficaci domande, il mondo che sta al confine tra la partecipazione e la curiosità e che da sempre affolla alla MayDay le strade di Milano.
Le fermate di questo autobus non raccoglieranno le persone per portarle fisicamente da un posto all’altro della città ma per raccogliere le esperienze di autoproduzione, attraverso interviste e un questionario, da far circolare successivamente come base per la costruzione del percorso Fiere Precarie.

