Nel pomeriggio un gruppo di lavoratori e di attivisti è entrato nel negozio IKEA di Brescia con megafono e volantini, ed ha rallentato il flusso di clienti all’interno degli allestimenti.
A settembre dello scorso anno IKEA Brescia cambia l’appalto per la gestione dei carrelli; tutti i carrellisti passano da una ditta all’altra tranne 7, per lo più immigrati e di età compresa tra 40 e 50 anni. A fronte di questa impropria riduzione del personale iniziano presidi e volantinaggi all’esterno del negozio ad opera del neonato collettivo “Senza tempo ne denaro”, per chiedere la riassunzione dei lavoratori licenziati.
I dirigenti di IKEA Brescia rifiuta di incontrare i lavoratori e i rappresentati del collettivo, e per tutta risposta s’adopera per screditare all’interno del negozio il rappresente del collettivo e sindacalista per l’USI. La situazione peggiora a tal punto che il 22 febbraio un nuovo folto presidio si presenta fuori dal negozio. Per scongiurare l’ingresso dei manifestanti, i dirigenti di IKEA Brescia promette un incontro la settimana successiva per iniziare la trattativa. Da allora l’azienda si è sempre sottratta all’incontro, venendo meno alla parola data.
L’azione di disturbo di oggi ha sbloccato la situazione: dopo una decina di minuti dall’ingresso nel negozio, i dirigenti hanno concesso udienza al rappresentate del collettivo e attribuendo tutta la responsabilità di quanto successo ad IKEA Italia.



